venerdì 11 dicembre 2015

Intanto, sul Web – The Lady Saga (E04 S02)



Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog opportuno come una scrofa idrofoba in una gioielleria.

Che hai da ridire? Mi sta una favola!

Pensavo di aver trovato una soluzione al mio problema… ma mi sbagliavo!
Ricordate?
La scorsa volta (qui) avevo avuto la geniale intuizione di piazzare una telecamera vicino al computer per riprendere ciò che accade nei miei periodi di “buio” quando, involontariamente, scrivo post su The Lady 2!
Non ci crederete, ma quanto sono andato a controllare la registrazione… ci ho trovato un pornazzo!
Per carità, come si dice “Pornazzo trovato, pornazzo guadagnato”, ma il film si intitolava Un Trans chiamato Desiderio…


Raoul Julio Gomez Desiderio…

… e non ho avuto il coraggio di guardarlo…
Nonostante il fallimento, penso di essere sulla buona strada! Chiunque sia il responsabile di tutto questo, è chiaro  che non vuole che io scopra la sua identità o come faccia a prendere il controllo del mio corpo…
Intanto, sorpresa, ho trovato un altro post su The Lady 2 pubblicato sul blog…

Iniziamo malissimo: già il capolavoro della Del Santo non ha propriamente il ritmo travolgente di un film con Van Damme (semmai, se la gioca per trama, dialoghi e sceneggiatura), ma questa volta tocca sorbirci un inizio in slow motion… che fa tanto telefilm anni ‘80 come l’Uomo da un Milione di Dollari (canadesi) e la Donna Bionica (assemblata durante una puntata di Art Attack)…
Sotto il cavalcavia del disagio, intanto, Zora è impegnata in una delirante conversazione con un ragazzino di nome Zu.

Altri disagiati ne abbiamo?

Zu, forse diminutivo di Zuzzurellone, si rivolge a Zora chiamandola zia… Avendo un brutto rapporto con i giovani d’oggi (qui), non so se questo Zu è veramente il nipote di Zora o se il suo è un saluto tipico del gergo giovanile, tipo “Bella zio!”, ma al femminile.
E non me ne può fregare di meno.
Si vede, comunque, che Zora è legata al ragazzino dal momento che, dopo averlo chiamato “Il mio piccolo diavolo” (!), si preoccupa della sua istruzione, ricordandogli l’importanza degli studi per la sua formazione.
Al che Zu, la rassicura dicendo che sta seguendo dei corsi di pissicologia
Bene, mio caro Zu:

C’hai sedici anni, ne dimostri dodici, parli come se ne avessi quattro e dici di seguire corsi di una disciplina di cui non sai pronunciare neanche il nome…

Hai appena provocato l’estinzione di massa degli psicologi…

Penso che il diminutivo Zu stia per Zuppa di fagioli… cioè la sostanza che alberga nella tua scatola cranica

Prima di andare via, Zora fa un cenno inequivocabile al suo scagnozzo:

“Infilagli un dito nell’occhio”… ma potrebbe anche essere “Tienilo d’occhio”
Spero la prima!

Intanto, il nostro aspirante modello preferito sta aspettando Lona. Sfortunatamente per lui, viene immediatamente abbordato da una non meglio identificata tigre del ribaltabile che, nell’arco di una manciata di secondi, prima gli da del timido (solo perché non si è calato i pantaloni e non glielo ha poggiato sulla spalla tipo collo di volpe) e poi gli dice che nella vita occorre avere anche gli occhi dietro la testa per non perdere i treni:

Io, invece, i treni (compresi di pendolari) li faccio sparire con un risucchio!

So che lo dico ogni volta, ma credetemi: questa è la puntata definitiva per quanto riguarda i dialoghi memorabili!
Quasi metà della puntata, infatti, è occupata da un povero cristo che, in attesa di Lona, viene affiancato da una pletora di casi umani uno più disperato dell’altro (e tutti con stampato “Trattamento Sanitario Obbligatorio” a lettere cubitali in faccia).
Non so voi, ma io ci ho visto una rilettura in chiave pulp (con un pizzico di postmoderno, critica alla società contemporanea e scappellamento a destra) della Divina Commedia.
La geniale Lory Del Santo, come una novella Virgilio, guida il nostro inconsapevole Dante (e noi con lui), alla scoperta dei peggiori gironi infernali popolati dalle più orride creature che la mente umana abbia mai partorito…

Personaggio leggermente inquietante: “Scusa, cosa stai aspettando?”
Dante: “Il mio turno”
Personaggio leggermente inquietante: “Mi verrebbe voglia di buttarmi nel vuoto!”
Dante: “Capisco: il vuoto è la cosa più comune”
Personaggio leggermente inquietante: “Ma… non sono certo che questo sia il momento giusto per porre fine alla mia vita… vado”
Dante: “Arrivederci”
Personaggio leggermente inquietante: “Arrivederci”

Fammi capire, mio caro Dante… ti si presenta davanti questo caso umano, un concentrato di gioia tutto vestito di viola, e per di più aspirante suicida, e tu non batti ciglio?

Personaggio inquietante: “Scusi, è molto che aspetta? The Lady l’ha già ricevuta?”
Dante: “No, ma mi hanno detto che vale la pena di aspettare per vederla di persona!”
Personaggio inquietante: “Io vedo tutto: al cinema e alla tv. Visualizzo. Viaggio per il mondo. Sono stato anche indietro nel tempo”
Dante: “Non mi disturbi! Le persone che sanno troppo mi annoiano!”
Personaggio inquietante: “Oooh! Grazie per il complimento! Arrivederci!”
Dante: “Arrivederci!”

Mah, Dante che ti devo dire? A che c***o di provini partecipi? Inizia a farti un paio di domande…

Personaggio ancora più inquietante: “Scusi, lei è felice?”
Dante: “Talvolta… e lei cosa fa nella vita?”
Personaggio ancora più inquietante: “Cerco di divertirmi, esco con begli uomini, insomma… il playboy”
Dante: “È un mestiere che mi ha sempre affascinato… e secondo lei ci si nasce o ci si diventa?”
Personaggio ancora più inquietante: “Le domande troppo complesse mi imbarazzano, chiedo venia. Non ho voglia di aspettare. Arrivederci.”
Dante: “Arrivederci.”

Ho capito! È un cast per aspiranti comici brillanti (nel senso che vengono fatti brillare dagli artificieri)! Solo così si spiega uno che, con una faccia come quella, afferma di essere un playboy (poi magari ha una proboscide nelle mutande, vallo a sapere).

Personaggio non inquietante, di più: “Scusi, lei è l’ultimo della fila?”
Dante: “Io sono il primo di quelli che verranno”
Personaggio non inquietante, di più: “Sì, si è sempre primi di qualcosa”
Dante: “I numeri primi, secondo la quantistica, sono i più difficili da individuare”.
Personaggio non inquietante, di più: “Infatti, io sono un numero uno in tutto e non mi hanno mai scoperto!”
Dante: “Vedendola… meno male! Arrivederci”
Personaggio non inquietante, di più: “Arrivederci a lei!”

Dante, ho capito che iniziano a girarti… ma devi proprio attaccare briga con il più fisicato dei sociopatici che hai incontrato (e per di più dopo avergli parlato di quantistica)?

L’inquietudine fatta a persona: Canta il ritornello de “Il mio corpo che cambia”
Dante: “Scusi, ma lei ha l’unico scopo di rompere le palle?”
L’inquietudine fatta a persona: “Ma la musica fa parte INTEGRALE del DNA umano”
Dante: “Anche il silenzio può scalare la hit parade”
L’inquietudine fatta a persona: “Sì, ma a me non piacciono le musiche trans, abbiamo gusti diversi. Arrivederci!”
Dante: “Arrivederci”

Qui niente da dire, bravo Dante! Grande autocontrollo: neanche il Dalai Lama avrebbe resistito alla tentazione di porre fine ai suoi giorni a furia di sprangate sulle gengive!

Sono l’Inquietudine, qualcuno mi ha cercato?: “Scusi, è qui che bisogna fare la fila per vedere the lady?”
Dante: “Sì”
Sono l’Inquietudine, qualcuno mi ha cercato?: “Certo che la vita è faticosa. Poi, a questi appuntamenti, ti fanno aspettare delle ore!”
Dante: “La vita degli uomini è stressante”
Sono l’Inquietudine, qualcuno mi ha cercato?: “Io, come donna, posso dire che truccarsi è meglio che farsi la barba tutti i giorni”


Dante: “Potendo scegliere”
Sono l’Inquietudine, qualcuno mi ha cercato?: “Io posso scegliere”
Dante: “C’è chi si crea le opportunità”
Sono l’Inquietudine, qualcuno mi ha cercato?: “Mi fa passare avanti? Ho fretta”
Dante: “Ma certo, sono galante”
Sono l’Inquietudine, qualcuno mi ha cercato?: “Arrivederci”
Dante: “Arrivederci”
                               
Non ti bastano i decerebrati cronici che hai incontrato? Ti metti anche a cedere il posto alla prima sgallettata che ti fa gli occhi dolci?


Oh, al diavolo!: “Ma come si fa, dico io, a non essere un genio!”
Dante: “Sì”
Oh, al diavolo!: “Come si fa a non capire come interagire? Come lavorare mettendosi sulla stessa lunghezza d’onda!”
Dante: “Già!”
Oh, al diavolo!: “La gente dorme, si accontenta. Vive perennemente in un letto di pigrizia. Non ha gli occhi!”
Dante: “Ma lei, cerca questa persona o è lei?”
Oh, al diavolo!: “Io cerco una persona per condividere”
Dante: “Guardi, io sono già impegnato. La saluto. Devo entrare, è il mio turno”
Oh, al diavolo!: “Arrivederci”
Dante: “Arrivederci”

Eh no, Dante: sei una merda! All’altra l’hai fatta passare avanti e con questa qui (che effettivamente pare un orinale), tagli corto dicendo che è arrivato il tuo turno?
Come i più attenti alla lettura avranno notato, il nostro Dante vive di profilo:


Lo so… forse mi sono dilungato troppo su questi dialoghi, ma:
1) Sono epici, o no?
2) Volevo essere sicuro che restassero a imperitura memoria per i posteri
3) Il resto della puntata è composto da:

Una specie di cubista che racconta all’inviato della trasmissione tv The Regal Queen (provate a cercare “The Regal Queen” su Google Immagini) la storiella del marito che chiedeva continuamente alla moglie: “Tesoro, mi fai baciare il tuo boschetto?”, finché, un giorno, lei non gli rispose: “Senti caro, se non pianti l’alberello, dovrò vendere l’orticello”.

 


E lo so… anch’io ho fatto la vostra stessa faccia.
E che dire di Doris che, per liberarsi dalle avances telefoniche di un vecchiaccio laido, prima gli dice “Sono tutta bagnata” e poi “Le mie mani fanno incantesimi”!


E no! Adesso che lo hai fatto ingrifare come un facocero, è inutile che fai lo sguardo da spigola al sale!

Concludendo con l’agghiacciante dialogo, completamente a membro di canide, tra tre catanesi di cui una è l’incarnazione dello stereotipo del terrone a cui non va di combinare un c***o:

Dovevo andare a lavorare, ma mi è stato impossibile… una disgrazia: è stato male un lontano parente di un mio cugino e voi capite, quando accadono cose così in famiglia, non c’è la tranquillità per andare a lavorare!

Uno è innocuo:

Ma con problemi di emorroidi (a giudicare dalla faccia) 

Uno è un idiota che, in un’altra vita, faceva il tour operator:

Qui non succede nulla! Vuoi mettere Parigi, Londra New York!

'Tacci tua! Tutte città vittime di attentati terroristici! Ma sei proprio un genio!

Più che un genio della lampada, sei un genio della lampo!

È tutto per oggi, alla prossima!

Nessun commento:

Posta un commento