venerdì 6 novembre 2015

Intanto, sul web - Il mondo secondo Twitter: Voyager Saga 7

Salve a tutti e benvenuti nell'Internetturbino: il blog sicuro come un segreto in Vaticano.




Procede il nostro viaggio a ritroso nel tempo con le cronache delle puntate di Voyager attraverso i commenti dei disadattati degli utenti di Twitter: siamo giunti alla puntata del 29 giugno. Prima di procedere, una premessa. Visto gli argomenti della puntata (il perché lo scoprirete tra poco), è stato difficile (più del solito intendo), seguire le fila del discorso... dal momento che la stragrande maggioranza degli Giacobbers si è data al cazzeggio estremo. Sul serio, intendo: roba che i commenti alle precedenti puntate sembrano una lectio magistralis di Stephen Hawking.



Ok, procediamo senza indugi. Reggetevi forte, ecco il sommario della puntata:


Papa Francesco, Elvis Presley ancora vivo?, Patagonia, giganti, pietre di Ica

Scusate, ma dal momento che non è certo un momento facile per Sua Santità, mi sento in dovere di avvisare il pontefice prima di procedere con il post.



Sbrigate le formalità, possiamo procedere. Come al solito, il sommario provoca una certa perplessità nei fan:




Senza mezze misure, i più incalliti Giacobbers (che, come abbiamo già visto qui, mal tollerano le svolte mistiche di Voyager), insorgono:


 


In realtà, le reazioni degli utenti sono estremamente varie: c'è chi invoca l'intervento del diretto interessato...


 
 
... chi si adegua ai temi della puntata iniziando all'istante a cazzeggiare...


 
 Ostie, nachos e birra... una figata


... e chi, preoccupato, non si spiega il perché di questo stalkeraggio, ai limiti del feticismo, di Giacobbo verso il Santo Padre:




C'è da dire che il prode Giacobbo, descrivendo la vita di Papa Bergoglio, non esita a scatenare la sua proverbiale ars oratoria per affascinare il pubblico:


  


Certo, qualcuno potrebbe insinuare che Giacobbo, con la scusa dei suoi reportage, viaggia a sbafo da un punto all'altro del globo... insomma, il Papa (in quanto tale), è in Vaticano: c'era bisogno di andare in Argentina con la scusa di ripercorrere i luoghi della sua giovinezza e parlare con chi lo ha conosciuto?

Per far tacere le malelingue, Giacobbo decide saggiamente di tenere un basso profilo... scorrazzando per Buenos Aires a bordo di una Trabant:


 
Ma guardate che faccia soddisfatta!

Non mancano gli immancabili commenti sul look di Giacobbo, come quello dell'utente Alessandro Colavitti, uno dei più attivi durante le puntate di Voyager:


E, anche per quanto riguarda i contenuti, stiamo lì...


Qualcuno, alla lettura, potrebbe preoccuparsi dal momento che la location della puntata non sembra poter permettere in alcun modo a Giacobbo di soddisfare la sua più sfrenata passione... no, non ingozzarsi di bomboloni ripieni, bensì infrattarsi in angusti pertugi sotto terra come una talpa affetta da gigantismo.

Giacobbo, però, dimostra di saperne una più dei rettiliani e riesce a scendere sottoterra con la scusa di proseguire il suo viaggio... in metropolitana:


Prego notare la faccia terrorizzata della ragazza alla vista di Giacobbo...


 

Massima stima per i gusti televisivi dell'utente Fra!


Prima Studio Aperto, poi Voyager... Ci diamo ai contenuti di qualità, eh?


Da bravo stalker, Giacobbo si piazza sotto la casa in cui ha vissuto Bergoglio in passato, finché un amico del Papa, mosso a cristiana pietà (e dopo essersi assicurato di non avere a che fare con un venditore di enciclopedie), fa salire il conduttore.




Oltre che uno stalker sopraffino, Giacobbo è anche un giornalista d'assalto, che non ha paura di rivolgere domande scomode al suo interlocutore:



Tra i Giacobbers puri e duri, c'è chi invoca temi più attienti alla location della puntata:

 


Beh, non so voi... io voterei per il culo di Belen. Non che il chupacabras non abbia il suo fascino, beninteso... 


Due gran bei misteri...


Dal momento che Giacobbo, ad un certo punto, deve essersi accorto di condurre Voyager e non Sulla via di Damasco, giunge finalmente l’ora di una grande inchiesta: al fianco del nostro divulgatore scientifico preferito della nostra soubrette preferita, arriva nientepocodimenoche un signor giornalista:


 
 

Il signor Nello Scavo ci aiuta a capire una volta per tutte i misteri della lista di Papa Bergoglio:



In anteprima assoluta, una fotografia esclusiva della lista in questione:



Anche i detrattori devono ammettere che, parafrasando il buon Forrest Gump, Voyager è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quale mistero c’è dentro!




Ebbene sì: il buon vecchio Jacob, per accontentare la voglia insaziabile di conoscenza dei suoi accoliti, propone la "teoria pseudostorica" (così la chiama Wikipedia... cioè, essere perculati da Wikipedia, rendiamoci conto…), secondo cui il due volte presidente dell'Argentina avrebbe avuto, in realtà, origini sarde... e si sarebbe chiamato Giovanni Piras.

L’improvvisa svolta cazzara misteriosa divide le fila di Giacobbers all'ascolto come neanche Renzi saprebbe fare con il PD:


 
A supporto della "Tesi Sarda", vengano citate perfino frasi attribuibili allo stesso Peron...



... ehi! Anche io ne ho una:



 Anche Giacobbo, purtroppo, deve capitolare davanti alla Storia con la S maiuscola:



Il commento amaro e rassegnato di Emilio Fabbri...



... sembra smuovere qualcosa nel profondo dell'animo di Giacobbo che decide allora, per amore dei suoi fan, di addentrarsi in un argomento mai tratto fino ad ora. L'emozione si taglia con un grissino...


Ok, scherzavo: è un argomento trito e ritrito... sicuri? 
Beh, se pensavate che Elvis fosse vivo e vegeto su Marte, vi sbagliavate: la nuova frontiera del mistero è ben più inquietante:




Questa volta devo ammettere che Giacobbo si è superato procurandosi anche dei super testimoni inattaccabili:

 
 
 

Come se non bastasse, Giacobbo impreziosisce il reportage con un sopralluogo impareggiabile:


Ma anche perché pareva un maniaco con quel giubbotto addosso...

E, così, si conclude un'altra straordinaria inchiesta di Voyager!

 


Archiviato il caso del redivivo Elvis che allunga le mani nelle balere, è tempo di trasferirsi in Patagonia!
Giacobbo, ovviamente, non può esimersi dal parlare delle bellezze paesaggistiche della Patagonia, lodandone la peculiare flora e l'affascinante fauna... no, scherzavo: si parla della fuga segreta di soldati nazisti.



Nazisti che arrivano a bordo di un sottomarino in Patagonia? Bene, possiamo dedurre che i nazisti avevano un navigatore di merda, o che l'immancabile genio di turno si sia alzato all’improvviso dicendo: "Prendo io il timone! Conosco una scorciatoia segreta e senza traffico!".

Di fatto la verità è, come sempre, ancora più sconvolgente:





A questo punto, reggetevi forte perché Giacobbo, negli ultimi minuti della puntata, ci offre un giro mozzafiato sulle montagne russe del mistero, snocciolando uno dopo l’altro misteri misteriosi come se non ci fosse un domani...
Si inizia con la mappa di Piri Reis che rappresenta parte dell'Oceano Atlantico, delle coste dell'Europa, dell'Africa e del versante orientale dell'America meridionale... ma che, secondo alcuni "studiosi", rappresenterebbe l'Antartide con un livello di accuratezza impensabile per il XVI secolo e prima ancora delle esplorazioni del capitano James Cook e dei suoi successori.



L'argomento, però, non sembra ingolosire più di tanto i fan...



... Giacobbo passa, dunque, ai giganti!



Sulle tracce del mistero, Giacobbo trascina con sé il povero cavallo Carlos (non potendo sapere che, nel giro di qualche puntata, l’inappellabile scure della spending review si abbatterà anche su di lui costringendolo a cavalcare la povera Giovanna... qui).




Sordo alle vibranti proteste degli animalisti, Giacobbo ci parla delle... Pietre di Ica! Per coloro che non dovessero conoscere questo mistero avvincente come una maratona di film introspettivi svedesi, consiglio di dare un'occhiata al sempre valido blog di Attivissimo (qui). In estrema sintesi, nel 1966, il medico Javier Cabrera sostenne di aver comprato da un contadino locale, tale Basilio Uchuya, una manciata di pietre assai strane con incisioni straordinarie: alcune, ad esempio, raffiguravano uomini in lotta con i dinosauri, altre uomini che utilizzavano strumenti moderni come telescopi ed attrezzature mediche.

Mistero eccezionale, eh?

Certo. 
Peccato che Basilio Uschuya, arrestato con l’accusa di vendere reperti archeologici appartenenti al governo peruviano, si calò immediatamente le braghe confessando di aver realizzato lui stesso le incisioni (cosa ripetuta in più occasioni e confermata da successivi studi), ammettendo inoltre di aver dato un aspetto “antico” alle pietre lasciandole per qualche giorno nel pollaio a beccarsi gli escrementi delle galline!

Questo non impedì a Cabrera di abbandonare la sua carriera medica e di aprire, nel 1996, un museo dove sono esposte circa 15.000 pietre (e ci credo! Dopo averne comprate tante, voleva lucrarci sopra per rientrare nelle spese!).

Questa strampalata teoria è difficilmente difendibile perfino da Voyager...


 
... ma i suoi sostenitori affermano che le pietre di Ica sono così dure che non avrebbero potuto essere assolutamente lavorate con strumenti antichi: 

 


Giacobbo crede con tutto se stesso all'autenticità delle Pietre di Ica e propone un'avvincente teoria...


 
 

 ... prima di capitolare mestamente di fronte alla dura realtà:


Non senza aver lasciato una porticina aperta al mistero!

Delusi, molti Giacobbers si lasciano andare ad amare considerazioni:




Ma all'improvviso, quando il culto di Voyager sembra ormai sulla via del tramonto, Giacobbo porta a casa la puntata con un colpo di coda in zona Cesarini!



Ed anche se l'evidenza scientifica pare non lasciare alcuna speranza...


... Giacobbo pensa bene di buttarla sul sentimentale facendo venire... gli occhi a cuoricino alle sue fan sparse in tutto il globo:



E così, si chiude anche questa epica puntata di Voyager!




È tutto per oggi, alla prossima!

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