mercoledì 25 marzo 2015

Wrestling nella vita reale – Quanto vale la vostra "vita"?

Il post di oggi è dedicato al wrestler Perro Aguayo Jr. (noto anche come El Hijo del Perro Aguayo), morto sul ring il 21 marzo 2015

RIP Perro Aguayo Jr.

Dal momento che per l’occasione è partita la ciclica, patetica crociata anti wrestling, rivolgo un breve pensiero a tutti gli sciacalli imbrattacarte che, negli ultimi giorni, hanno scritto nefandezze di ogni tipo sulla  vicenda:

Non comprerei una copia dei vostri “giornali” neanche se fosse finita tutta la carta igienica dell’Universo, preferirei pulirmi il culo con le mani e poi schiaffeggiarmi, piuttosto…

Così, per essere chiari e non dar luogo a fraintendimenti...

Salve a tutti, benvenuti nel blog sobrio come il vestito della Marcuzzi durante la finale dell'Isola dei Famosi.
La vita di tutti i giorni può essere fantastica ed emozionante… ma ci sono giorni in cui gli eventi quotidiani ti si accaniscono contro senza pietà. È in quei giorni che la mia mente viaggia lontano, trovando un rifugio… nel wrestling!


Il titolo del post potrebbe essere un po’ fuorviante, ma non abbiate paura: il blog è pensato per essere accessibile a tutti quelli che hanno un QI superiore a quello di una pianta grassa (e con le giuste conoscenze, anche agli altri, vero Lupi?).
L’Internetturbino mentre scrive il post

Non vi siete mai posti la domanda “Quanto vale la mia vita?”. Probabilmente, a questa domanda esistenziale, ci sono molteplici risposte… ad esempio per quello a cui avete fregato il parcheggio vicino casa probabilmente la vostra vita vale meno di una di quelle terrificanti sorprese (potenzialmente tossiche) che si trovano nelle uova di Pasqua economiche.
E per quanto riguarda il sottoscritto? Beh, a questa scioccante domanda risponderò alla fine del post…

Lo scenario di oggi è: fregature da pub/ristoranti e simili

 È venuta un po' schiumosa, fa niente, vero?

Circa un paio di settimane fa, nonostante la mia forte propensione durante il weekend a spiaggiarmi su qualsiasi superficie dotata di cuscini, decido insieme alla mia ragazza ed a due nostri amici di andare a mangiare qualcosa fuori. Dopo un’interminabile selezione, alla fine, decidiamo di andare… ehi, un attimo. Non mi sembra corretto buttare la croce su un locale per un piccolo inconveniente. Del resto, non sono un terrorista che invoca la Guerra Santa su TripAdvisor! Ho deciso, quindi, di non fare il nome del locale in questione…
Tuttavia, essendo tutto quello che leggerete vero, vi darò l’indirizzo: Via Mazzini, 25, Monopoli (BA).

 InterTrollrbino

La serata procede benone, oltre ad un po’ di antipasti, il vostro Internetturbino prende una crêpe salata (molto, molto buona) ed una Crest. Lo so, lo so… non è una birra per palati delicati, ma che ci volete fare? È forte, è tanta e costa poco. Insomma, un richiamo troppo forte per me, nonché un affarone (see, come no…).
Praticamente alla fine della serata, mentre si cazzeggia tranquillamente, uno dei miei amici, che chiamerò “Il Tempestivo”, giocherellando con la lattina di Crest, la capovolge e mi fa vedere l’inquietante data riportata sul fondo. No, non 6/6/1666 o qualcosa del genere, bensì 30/10/2014.
Ora. La birra l’avevo bevuta tutta e non mi era sembrata alterata nonostante, come dire, l’eccessiva stagionatura… Però, porca misera, si tratta di cinque mesi!
Premetto che, nella mia brillante carriera di alcolizzato, ho bevuto anche birre più “antiche”… ma è sempre stata una mia scelta consapevole e non le avrei mai offerte a qualcuno (tanto meno a pagamento!).
Mi spiego meglio.
Un conto è aprire il frigo di casa alle tre di notte in preda ad un discreto attacco di fame, afferrare un paio di sottilette…


… mangiarle ignorando la data di scadenza (magari stando attenti al sottile strato di muschi e licheni sulla superficie), per poi sentirsi fighi perché si è riusciti a fregare il sistema, oppure maledirsi mentre, al cesso, la nostra anima esce proprio da lì dove non ce lo saremmo mai aspettati… Un altro conto, invece, è andare a mangiare fuori e vedersi servire qualcosa che è di gran lunga più anziano di questo blog…
Ritornando alla mia triste storia, dopo essere stato ripetutamente preso per il culo dai commensali ed aver disquisito sulla differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro), decido che, comunque, cinque mesi sono un tantino troppi. Non essendo stato propriamente avvelenato con il polonio (qui un link interessante sulla scadenza della birra), decido di assumere un atteggiamento simpatico, piuttosto che ostile o di buttarla in caciara e chiamo il cameriere.
E me ne pento subito.
Per fare il simpatico, infatti, gli dico “Guarda la data di scadenza di questa birra, se muoio, mi avrete sulla coscienza!


Il ragazzo, già pallido, sbianca ulteriormente non so perché se preoccupato, oppure timido, o in un tentativo decisamente ben riuscito di confondersi con la tappezzeria circostante. Detto ciò, bianco come un vampiro affetto da anemia, va via… per poi tornare poco dopo, chiedendomi la lattina. “Che c’è, non si fidano?”, ho pensato, ma per non infierire ulteriormente sullo stato di salute psicofisica del ragazzo, ho preferito evitare di esibirmi in un’altra delle mie riuscitissime battute.
 

Non arrivando nessuno, magari per scusarsi, decidiamo di pagare al bancone, per assistere al degno epilogo della serata.
La signora alla cassa (una dei proprietari?), dopo essersi assicurata che siamo proprio noi “Quelli della birra”, bofonchia qualcosa sulle responsabilità del fornitore (?!) e sul fatto che quella da me bevuta fosse l’unica lattina “anziana” presente (ma che culo, eh? Beh certo, avrei preferito trovare una banconota da 500€ nella crêpe, ma pazienza…). Ma il bello deve ancora venire perché, con un colpo di teatro degno del miglio Plauto, la signora, mentre batte il conto alla cassa, se ne esce con due frasi epiche:

“Tanto non ti succede niente, tranquillo…”
e
“Il conto è di 97€, ma ti faccio 95€ per via della birra…”

Ritornando alla domanda di inizio post… e così che, durante un sabato sera come tanti, scopro che la mia “vita” vale 2€…
Ehi, aspettate un attimo! I 2€ di sconto erano sul conto totale! Quindi, dal momento che eravamo in 4…


  Il valore della mia "vita", aggiornato all’attuale tasso di SPREAD ed al valore del petrolio al barile…

0.50 centesimi... praticamente la metà di questo praticissimo e super scontato kit erotico composto da parrucca biondo platino, manette, tira capezzoli e frustino venduto a 1€ su Ebay con la dicitura “Tutto RIGOROSAMENTE MAI UTILIZZATO (Purtroppo)”.

Un affarone, pensateci...

Ma, mia cara signora… una vendetta devo pur prendermela e, come al solito, un sorriso mi si dipinge sulla faccia mentre immagino di esprimerti la mia gratitudine per la squisita comprensione dimostrata nei miei confronti e per il generoso sconto offertomi per via dell’increscioso incidente… 

Stunner di Stone Cold Steve Austin su Booker T a Wrestlemania XXVII

E a voi? È capitato qualcosa di simile? Quanto vale la vostra “vita”?
 
È tutto per oggi, alla prossima!

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