venerdì 17 giugno 2016

Intanto, sul web - Gillette e sottopalla / utenti vs ATAC


Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog simpatico come una medusa killer nel costume da bagno.



Sto dicendo un’ovvietà: internet ha rivoluzionato, e continua a farlo, le nostre vite. Pensate solo alle infinite possibilità offerte dalla rete: litigare con persone che non si conoscono, postare foto di gattini, usufruire di pornazzi a qualsiasi orario senza dover aspettare le televendite zozze in onda ad orari da lupi mannari (erotomani e con problemi di insonnia), diffondere il verbo del veganesimo estremista, essere molestati da militanti del cross-fit pronti a convertirci…


Scherzi a parte, tra le sterminate possibilità della rete, oggi vorrei soffermarmi sul costruttivo e pacifico dialogo che si instaura tra coloro che offrono prodotti e servizi e coloro che ne usufruiscono.
Scordate i numeri verdi e le sterminate ore passate ad ascoltare musica oscena in attesa di un operatore libero e competente. 
Oggi c’è internet.
Volete delucidazioni su un prodotto o un servizio? Ottimo, usate Facebook o Twitter ed il gioco è fatto.
Iniziamo con il colosso simbolo della virilità maschile: Gillette.
Nello specifico, leggendo qua e là, noto che i prodotti per la depilazione del corpo sembrano riscontrare un notevole successo sula pagina Facebook della ditta.
Non trovate fantastico veder dialogare consumatori e produttori? Non siete contenti di poter esporre ad un team di esperti le vostre domande sul prodotto?
Evidentemente no, dal momento che gli interventi degli utenti si possono essere facilmente etichettare come “Domande ed osservazioni moleste”.
Un esempio su tutti:

 

Parlando di depilazione maschile, in breve, il dibattito degenera sul diritto, o meno, degli uomini a depilarsi… anche integralmente. Il punto è semplice: è più virile l’uomo con il pelo allo stato brado (modello Bigfoot con la permanente), o l’uomo che (rischiando di evirarsi ad ogni passata), si depila?
Ovviamente, in men che non si dica (giusto per non farsi mancare un pizzico di sessismo), fanno la loro comparsa commenti del tipo “È la donna che deve depilarsi, non l’uomo!”, che scatenano ovvi risentimenti tra gli uomini più progressisti e le femministe più incarognite.


Benvenuto su Facebook, tesoro! 

Naturalmente, ognuno è libero di curare il proprio corpo come meglio crede… anche se bisogna fare i conti con il comune senso estetico dei nostri giorni.
Facciamo un gioco (anzi chiama molo esperimento sociale che fa più figo), vi va?
Quale delle due fotografie vi inquieta di più?

Come volevasi dimostrare…


E certo! Prendi un calcio in faccia e la prima cosa di cui ti preoccupi e se ti sei fatto il contropelo… 

Alla fine, la discussione sulla rasatura del corpo maschile non può che avere un unico, inevitabile, epilogo:


Dannazione, maledetti trogloditi! Vi viene data la preziosa possibilità di interloquire con una multinazionale con la stessa facilità con cui parlate con gli amici (alcolizzati) del baretto sotto casa e ve ne uscite con queste domande?
Perle ai porci.
Anzi, peggio: è come offrire un filetto mignon in crosta di zenzero accompagnato da una riduzione delicata di glassa balsamica e sale dell’Himalaya cucinato da Bottura ad Hannibal The Cannibal (o ad un vegano).
 
 
Non è abbastanza al sangue…! 

Che poi, non so voi, ma io preferirei passarmi una lametta sulle vene piuttosto che una lungo il sottopalla…
Ad un certo punto, la svolta:


Ebbene sì, il team Gillette risponde seriamente alla domanda del sottopalla. Il popolo del web impazzisce e la risposta ottiene un numero smisurato di condivisioni e “mi piace”.
Galvanizzato dal successo riscontrato, il Team Gillette inizia a risponde a spron battuto a tutti gli utenti che sognano uno scroto liscio come una palla da biliardo, trascurando gli altri utenti…
È il marketing 2.0 bellezza e tu non puoi farci niente.
Benissimo.
Se la semplice presentazione di un nuovo rasoio ha dato il via alla sagra della degenerazione morale, come pensate che sia andata con l’ATAC (azienda simpatica come un alcol test il sabato sera)?
Esatto, una tragedia Shakespeariana.
Vediamo un po’ cosa spunta fuori cercando ATAC su Twitter e Facebook.
Mmm… Già il fatto che, su Facebook, esista una pagina dall’esplicativo nome “Insulted Atac Roma”, non fa presagire nulla di buono!

Massacrato da una lunga giornata di lavoro? Feticista dei piedi (degli altri passeggeri)? Senza biglietto?

Ah, è vero…! 

Sul web, gli utenti si chiedono (comprensibilmente) per cosa stia la sigla ATAC. Azienda Trasporti… e poi?

Mi hai convinto… 

Va bene, va bene. Non a caso il profilo si chiama “Insulted Atac”… per par condicio, spostiamoci sul profilo Twitter ufficiale ATAC: 

 
Mmm… uno sciopero dalle 20.30 alle 00.30 del 10 giugno? Questa data mi ricorda qualcosa... ma cosa?
Ah, sì ecco:


Per onor di cronaca, però, va anche detto che i pendolari sfortunati non sono necessariamente quelli che rimangono a piedi a causa dello sciopero, ma quelli che riescono a salire su un mezzo ATAC.
Non ci credete?
Ecco qua:


È tutto per oggi, alla prossima!

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