venerdì 24 giugno 2016

Intanto, nel mondo - Nuovi 10 graffiti fuori di testa



Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog emozionante come una gara di dressage.


Arrivato al terzo post sui graffiti dal dubbio gusto, ho finalmente capito il fine ultimo di questa somma arte…


… Sto parlando, ovviamente, dell’insulto creativo. Cosa c’è di meglio che imbrattare la proprietà altrui giusto per insultare il prossimo e rendere partecipi la comunità delle proprie doti creative e letterarie?
Iniziamo da un graffito dalla non intuitiva esegesi.


Ad una prima lettura, il messaggio pare chiaro. Nonostante l’insulto appaia all’apparenza volgare, l’autore mostra un discreto percorso di studi di stampo classico, visto l’ardito accostamento tra le doti delle mercenaria del sesso oggetto dell’insulto ed il noto personaggio storico Messalina.
A far vacillare questa lettura, però, c’è l’errore grammaticale “Mesalina” che mette in dubbio le doti culturali dell’anonimo artista.
Ancora più inquietante, però, la presenza della scritta “Baal” realizzata con il medesimo pennarello blu del resto del messaggio. La parola “puttana”, invece, pare appartenere ad un messaggio più datato. Ad altri messaggi ancora, appartengono poi le parole “culo”, “ladro” e “troia”.
Ci troviamo davanti ad una specie di Stele di Rosetta dell’insulto.
Che altro aggiungere?
Più che ad un piccolo lord, si può parlare, piuttosto, di piccolo lordo.
Diciamoci la verità: cosa c’è di più bello al mondo che insultare le minoranze?
Niente, almeno fino a che la minoranza non sei tu.
Ecco, quindi, tre graffiti (uno più malvagio dell’altro), che prendono allegramente  a calci sugli stinchi il politically correct:




Tra i grandi classici nella storia dell’insulto, non si può non citare l’accanimento verso l’aspetto fisico altrui (ovviamente quando poco gradevole).


Elegante come un rutto in si bemolle, invece, questo graffito… forse dedicato a chi si intrattiene nelle case altrui più del dovuto.
Solitamente, si dice che l’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza…

... Visto il tono del messaggio, in questo caso, invece, mi sembra più il caso di un pesce zombie tenuto a macerare per un paio di mesi nel bagagliaio di un’auto a ferragosto…

Va ammesso che i graffiti possono essere usati per esprimere il proprio dissenso anche in maniera assai garbata.
Un esempio su tutti: prendiamo un politico a caso che, praticamente ad ogni suo comizio, rischia di scatenare una sommossa armata (oltre che di essere preso allegramente a pedate nel c**o)…


Da un graffito contro Salvini, ci si potrebbe (legittimamente) aspettare la sagra della blasfemia… e, invece, no: ci va molto bene.

A meno di non essere una pecora, ovviamente…

Per finire, non si può non parlare di quei geni del male che, non appena beccano un graffito dai contenuti o dalla grammatica discutibile, ci si avventano sopra come avvoltoi per modificarlo.


Trascrivo l'insulto che non si legge bene: "Perché sennò, nasceva n'antro somaro"


Come sempre, chiudo questa carrellata con un’opera d’arte:


È tutto per oggi, alla prossima!

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