lunedì 15 maggio 2017

Intanto, nel mondo - Rassegna Stampa 110 (l’arte contemporanea è una sola; Giorno della Vittoria in Russia; la fotografia più strana del mondo)


Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog aggressivo come un gattino castrato…

 
Vendicherò la mia virilità!

Nella Rassegna Stampa di oggi: l’arte contemporanea è una sola; Giorno della Vittoria in Russia; la fotografia più strana del mondo.

 
Tempo di lettura: circa 9 minuti

 

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L’arte contemporanea è una sola (potete leggere la notizia qui)

Non so se ve l’ho mai detto, ma sotto questa scorza di blogger satirico di successo, il sottoscritto ha una laurea triennale in Beni Culturali, una laurea specialistica in Archeologia ed un Dottorato in Storia Antica.
Lo so cosa state pensando: “Errare è umano, perseverare è diabolico”… siete simpatici come una ragade anale… 
Questa formazione classica mi consente di sbandierare in giro (e con una certa arroganza) la mia presunta superiorità culturale…

 
… e, ovviamente, di pianificare con serenità il mio futuro

Oltre al sempre costante rischio povertà, questa mia formazione mi ha portato inevitabilmente a covare un profondo odio per l’arte contemporanea.
 
 
Insomma, anche i laureati in ingegneria nucleare converranno con me che accostare il Pugile a riposo o l’Ercole Farnese ad alcuni “capolavori” contemporanei è un po’ come paragonare una scoreggia di Enzo Salvi in un cinepanettone a caso alla Cavalcata delle Valchirie di Wagner

Pensate che stia esagerando?
Beccatevi ‘sti capolavori:

 
Il capolavoro dell’artista Poppy Jackson (esatto, è la donna con l’aria fiera a cavalcioni sul tetto a doppio spiovente): aspra critica alla mercificazione del corpo femminile… (ne ho parlato qui)

 
… La scultura “What You See Might Not Be Real” dell’artista cinese Chen Wenling: critica la crisi finanziaria globale…
 
  
L’opera senza nome di un artista ignoto: pungente satira sul… oh, al diavolo, non prendetemi per il c**o è solo un mostruoso cesso-barbecue!
Poco igienico come barbecue e pericoloso come cesso, per giunta!

E poi, tutti a stupirci e a far partire l’allegro circo mediatico quando (piuttosto spesso a dir la verità), alcuni capolavori non vengono correttamente recepititi dalle masse:
 
 
Bari: un’addetta alle pulizie distrugge 10-12mila euro di arte contemporanea (facenti parte della rassegna di arte “Display Mediating Landscape”), scambiandola per spazzatura… e sì, quelli in primo piano sono biscotti…

 
… Bolzano: l’addetta alle  pulizie del Museion di Bolzano scambia l’opera “Dove andiamo a ballare questa sera?” per i resti di un festino alcolico e butta tutto…

 … Ravenna: uno zelante muratore stucca un buco nel muro non immaginando di trovarsi di fronte ad un capolavoro di Davide Salvadei

Adesso, però, è giunto il momento di sbattervi in faccia la prova definitiva riguardo quella enorme (e dal dubbio gusto) montatura che è l’arte contemporanea. 
Spostiamoci ad Aberdeen e, più precisamente alla Robert Gordon University, che, di recente, ha ospitato un Festival dell’Arte in grado, nell’ultima edizione, di far registrare oltre 30.000 visitatori. 
Un evento di un certo livello, non c’è che dire.
Bene.
Bene un c***o. 
I due eroi della giornata, Ruairi e Lloyd, si sono recati alla mostra e, invisibili come ninja, hanno lasciato un ananas (del prezzo di circa 1$) su un tavolo.
Qualche giorno dopo, i due sono tornati alla Robert Gordon University e, sorpresa, sorpresa…

 
… Hanno trovato il loro ananas sotto una teca di vetro scambiata per un’opera d’arte

Naturalmente, la responsabilità di questa notevole figura barbina (che dimostra come l’arte contemporanea sia spesso una trollata della peggior specie) sono ricaduti su Natalie Kerr, assistente culturale e organizzatrice dell’allestimento del festival, che ha prontamente respinto al mittente le accuse, sostenendo di essere, per di più, allergica all’ananas…
Potrebbe essere stata un'astuta mossa di marketing, certo... ma cercando sul web le mostre organizzate alla Robert Gordon University, viene fuori roba come questa:
 
 
“Errare è umano, perseverare è diabolico”, giusto? 

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 Giorno della Vittoria in Russia (potete leggere la notizia qui) 

Non so se, come me, siete stufi delle polemiche che, puntuali come un controllo della stradale a fine serata, ammorbano l’anniversario della liberazione d’Italia.
Ogni anno, a leggere certe cose mi cadono, nell’ordine, le balle, i gomiti, le rotule ed i peli del naso. 
Eppure, non bisogna mai lamentarsi… c’è chi sta peggio… molto peggio.
Fino a qualche ora fa non lo sapevo neanche io… ma in Russia ed in molti Paesi dell’Est Europa, l’equivalente della Festa della Liberazione è il Giorno della Vittoria che celebra la capitolazione della Germania nazista nella II Guerra Mondiale. 
Vediamo un po’ com’è andata quest’anno in Russia.
Immancabili, naturalmente, la parate militari.

  
E ci sta. Un po’ di sano machismo militare va sempre bene in occasioni come questa
 
 
Anche se devo ammettere che l’entrata di Rusev a Wretlemania XXXI era di maggiore impatto

In feste come queste, oltre che i mezzi pesanti, vanno forte anche le sfilate dei vari contingenti delle Forze Armate… ora, i soldati russi saranno sicuramente combattenti formidabili, nessuno lo mette in dubbio, ma sono fotogenici come un tasso spiaccicato da un autoarticolato sulla statale:
 
 
1) Si è appena schiacciato lo scroto con il calcio del fucile, ma cerca di fare eroicamente finta di niente
2) È palesemente sbronzo 
3) Si è accorto di essere al centro della foto e prova a mettersi in posa nel miglior modo possibile (con risultati discutibili)
4) Invidia il collega perché gli ha fregato la scena

Non va poi tanto meglio con le donne:

 
1) Ha la faccia sconsolata perché ha deciso di non truccarsi e sfortuna ha voluto che si è ritrovata tra le due più fighe del plotone...
 2) Le scarpe le fanno un male del diavolo, ma non può togliersele

Ma ecco il vero colpo di scena: 

 
L'uomo nudo (ma con le ciabatte) che, durante i festeggiamenti, ha attraversato un incrocio come se fosse uno dei Beatles sulla copertina dell'album "Abbey Road"

3 
La fotografia più strana del mondo (potete leggere la notizia qui)

Tutti, più o meno, amiamo immortalare i momenti importanti della nostra vita con delle belle foto…
 
 
Le feste di compleanno
 
 
Primo giro in auto da neopatentato

 
Il conseguimento della laurea (bello il vestito da pene gigante!)

 
Il matrimonio

Esiste, però, un’altra categoria di foto da cui sono fortemente attratto (probabilmente in quanto fine studioso del disagio umano sul web): le foto trofeo che cacciatori ed affini si scattano con le proprie prede suscitando le ire, le minacce di morte e le macumbe da parte degli animalisti.  
Questa, però, le batte tutte:

 
Una sola domanda: perché?

Superfluo dire che la fotografia è diventata virale ed ha indignato in primis gli squali, poi gli animalisti e poi gli amanti del comune senso del pudore.
Insomma, gli unici che hanno apprezzato la foto (vista la prorompente fisicità dell’uomo che pare inchiappettarsi lo squalo), sono gli estimatori di Botero:

 

È tutto per oggi, alla prossima!

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