venerdì 26 giugno 2015

Intanto, nel mondo – Alimentazione e dieta (Parte II)

Salve a tutti, benvenuti nell’Internetturbino: il blog rilassante come una seduta spiritica in un cimitero indiano infestato.

Proseguiamo il nostro viaggio allucinogeno allucinante attraverso le abitudini alimentari più controverse. Ripeto le premesse della scorsa volta: tutte le informazioni sono tratte dal web, non sono stati consultati testi scientifici sull’argomento. Il presente post non intende offendere nessuno… bensì tutti quanti. Consideratelo un esperimento sociale (che va tanto di moda) di matrice troll…



Come annunciato in chiusura del precedente post (qui), quello era solo l’antipasto (tanto per restare in tema), adesso si fa sul serio.
Ora… procedo con cautela perché sono consapevole che, come mi muovo, rischio di pestare una merda facendo incazzare qualcuno. Comunque, sapendo che finirà più o meno così…

L'ho pestata!

… procedo senza indugi.

Paleolitici
Per paleolitici intendo coloro che seguono la dieta paleolitica, nota anche come paleodieta o dieta delle caverne.
Ho scoperto questo tipo di alimentazione durante la pasquetta di quest’anno, quando ho potuto scambiare due parole con una ragazza che segue questo peculiare regime alimentare.
Il problema è che ci ho scambiato solo due parole perché mi veniva troppo da ridere e non sarebbe stato il massimo dell’educazione riderle in faccia. Ammetto di essere un po’ prevenuto verso questo tipo di dieta… sarà perché se qualcuno mi dice “Sai, seguo la paleodieta”, io lo immagino automaticamente così:


Essendo il sottoscritto uno storico, oltre che un blogger di successo buffone, ci tengo ad analizzare le criticità di questa dieta. Non essendo un esperto di paleodieta (e grazie a Dio), do per scontato che consista nel riprodurre (quanto più possibile), l’alimentazione tipica del Paleolitico.
Giusto?
E qui sorge un primo problema. Il Paleolitico è compreso tra 2.5 milioni di anni fa ed il 10.000 a.C.
Un periodo piuttosto lungo per identificare un tipo di alimentazione specifica. Ad esempio, in questo periodo, l’uomo ha progressivamente scoperto il fuoco, strumenti per la caccia, per il disossamento, l’eviscerazione e lo spellamento degli animali.
Mi spiego meglio: chi segue la dieta paleolitica partendo da un certo periodo in poi potrebbe anche permettersi di mangiare un bovide arrosto, ma chi vuole partire da un periodo precedente alla scoperta fuoco ed all’invenzione gli strumenti di caccia (penso nessuno), dovrebbe mangiare carogne crude anche parzialmente decomposte (e pazienza per l’alito… ah, l’Imodium per la dissenteria non era stato ancora inventato!).
Inoltre, trovo un po’ difficile adottare un regime alimentare così antico nel mondo attuale.
Esempio: nella paleodieta è consentita, giustamente, la carne. Andate a caccia armati di pietre a vostro rischio e pericolo, o andate in macelleria e prendete tagli di carne di animali da allevamento (ma l’allevamento dei bovini risalirebbe al VII – VI millennio a.C.)? Senza considerare il fatto che il macellaio non vi servirebbe usando chopper e simili, ma coltelli in acciaio (la cui produzione è databile a partire dal XVIII secolo d.C.).
Tra gli alimenti consentiti dalla paleodieta ci sono: selvaggina, pesce, crostacei, rettili, vermi, insetti, uccelli, uova, bacche, frutti, miele, vegetali. Andrebbero esclusi invece: cereali e i loro derivati, i legumi, il latte ed i suoi derivati. Leggo su Wikipedia che, però, sono tollerati tè, vino e aceto.
Il che è un po’ come fare voto di castità, escludendo però la sodomia…


Mi rendo conto che potrebbe sembrare che io mi stia accanendo, ma non è così. Forse dipende dal fatto che la ragazza di cui vi parlavo prima, mentre mi descriveva la dieta paleolitica, stava tranquillamente mangiando, tra l’altro, dell’insalata di riso.
Ora, i primi documenti che parlano della coltura del riso in Italia (cioè le lettere del Duca Galeazzo Maria Sforza), risalgono al 1475… ovviamente d.C.
Di conseguenza, mi pare ci sia una leggerissima discrepanza cronologica: oltre 2 milioni di anni dall’inizio del Paleolitico e circa 8.500 anni dalla fine.
Se per gioco trasformassimo gli 8.500 anni di differenza in chilometri, sarebbe come se, svegliandomi la mattina, non mi ritrovassi più a casa, ma nel bel mezzo del Triangolo delle Bermuda.


Pescetariani
Il pescetarianismo è un tipo di regime alimentare che prevede l’astensione dal consumo di carne animale ad eccezione del pesce e dei frutti di mare. È un regime alimentare diffuso in tempi relativamente recenti. Si suppone, infatti, che il primo a teorizzare questa dieta fu un capitano della marina che, una volta ritiratosi a vita privata, ebbe una discreta fortuna come imprenditore nel settore alimentare legato alla produzione di pesce.


Cosa spinge i pescetariani a mangiare il pesce, evitando la carne?
Spero ragioni esclusivamente dettate da gusti alimentari personali, piuttosto che da qualche tipo di ideologia, stile di vita, o convinzione mistica.
Mi spiego. Pur non condividendolo, ritengo corretto il pensiero “Mi piace il pesce, ma non la carne. Quindi mangio solo pesce”.
Mi urtano, invece, ragionamenti del tipo “Mangiare gli agnellini è eticamente scorretto, mangio il pesce”…

Mi fate al sugo (che è la morte mia), solo perché non sono puccioso…

Tra i pescetariani celebri, le ricerche sul web restituiscono quel tocco di figa di Kristin Kreuk e l’ex wrestler ed atleta di Arti Marziali Miste CM Punk.


Essendo, penso, nota la mia passione per la figa il wrestling, devo ammettere di provare una certa simpatia per i pescetariani.
Da notare, inoltre, che i pescetariani sono una specie in crescita, che si fa via via più smaliziata. Se fino a qualche tempo fa, infatti, era possibile metterli in imbarazzo con sottili allusioni sessuali del tipo “Sei pescetariano/a? Davvero? Allora ti piace il pesce”, adesso è frequente che, alla stessa battuta, rispondano “Come a quella golosona di tua madre!”.
Del resto, c’è da capirli. I pescetariani sono sospesi tra due mondi… un po’ come gli elfi nel Signore degli Anelli: non compresi dagli onnivori e perseguitati dalle frange estremiste di vegetariani e vegani.
Testimonianza vera: la mia ragazza, pescetariana, qualche tempo fa ha pubblicato una fotografia di un panino col polpo su Facebook, spiegando ad un amico di essere pescetariana e non vegetariana.
Tempo pochi secondi ed una sconosciuta le scrive:

Noooooo ma sono sempre esseri viventi… costretti ad interrompere la loro vita per noi e ricorda anche i pesci hanno cellule in memoria per cui quando addenti quel panino o qualsiasi essere vivente, ti fai carico anche delle loro paure e negatività che rilasciano nel momento della morte… pensaci!

Mentre ci pensate, passiamo ai:

Vegetariani
Il vegetarianismo consiste in diverse pratiche alimentari caratterizzate dall’esclusione della carne di qualsiasi animale.
Penso si tratti del regime alimentare “alternativo” più diffuso e comunemente accettato…

I vegetariani sono tra noi…

Questa integrazione ha portato ad una preoccupante mutazione genetica che colpisce, fortunatamente, una ridotta percentuale di vegetariani (ma che, puntualmente, becca il sottoscritto).
Sto parlando dei temuti vegetariani fondamentalisti.
Questo tipo di vegetariani sono molto temuti in quanto mossi dalla sacra missione di convertire tutto il mondo al loro regime alimentare. Il problema è che sono insistenti come un call center di Testimoni di Geova e simpatici come l’Inquisizione Spagnola il lunedì mattina…
Il timore che questi individui incutono negli onnivori è enorme. Fate un esperimento: nel cuore di una cena, gridate a squarciagola: “Sono vegetariano!”
Ecco i possibili scenari:
Nel 48% dei casi, calerà un silenzio degno di una veglia funebre e la temperatura si abbasserà di circa 5°.
Nel 21% dei casi, i commensali si daranno alla fuga.
Nel 16% dei casi, i presenti proveranno a cambiare argomento con l’immancabile diversivo “Sai chi è cornuto in città?”.
Nel 10% dei casi, i più sensibili dei commensali vi daranno una pacca sulla schiena sussurrandovi “Condoglianze”.
Nel 5% dei casi, un manipolo di carnivori vi pianterà una forchetta in fronte al grido “Noi non mangiamo mangime per conigli! Noi ce li mangiamo i conigli!”


Ultimamente, alcuni vegetariani hanno abbandonato la conversione porta a porta, agendo in maniera più subdola… appropriandosi, cioè, di termini tipici della cucina onnivora per diffondere il proprio credo alimentare.
Nascono, così, terribili aborti linguistici come:
I) Hamburger Vegetariano o, peggio ancora, Veggie Burger. Stando alla Treccani, l'hamburger è "Una specie di medaglione di carne tritata, cotta sulla griglia o in padella, e spesso servita con ketchup, senape, cipolla tritata, bacon, patatine fritte, oppure con un uovo all’occhio di bue disposto sopra a fine cottura". Cari vegetariani, inventatevi dei termini culinari vostri! Che poi, il Veggie Burger lo fa anche il McDonald’s! Fossi vegetariano impazzirei solo a pronunciarlo quel nome!
II) Ragù di Tofu. Questo è incommentabile… se lo dite alle nonnine che fanno il ragù alla vecchia maniera mettendoci ore e ore, vi tirano addosso le dentiere…
III) Carpaccio di zucchine. A questa oscenità ho assistito personalmente: si trattava di zucchina tagliata a rondelle… larghe come pneumatici Goodyear!
A questo punto, propongo i seguenti neologismi:
I) Crudité di trippa
II) Ratatouille di cotica e pancetta
III) Minestrone di lardo
Scherzi a parte, su una cosa i vegetariani hanno ragione da vendere: la scarsa sostenibilità dell’allevamento intensivo ed il suo impatto ambientale su scala planetaria.
Poco da discutere.
Ma sapete qual è la fonte di proteine più ecosostenibile?
Gli insetti.
Personalmente, però, aspetterò che si trovi un modo per renderli più appetibili perché, finché mi troverò davanti a cose tipo queste…


Preferirò mangiare cose tipo questa:



Suppongo, però, che il problema, resterebbe dal momento che i vegetariani non mangiano insetti. 
Non ne usciamo.
C’è da dire che l’universo vegetariano è piuttosto complesso. Perfino la pagina di wikipedia a loro dedicata è alquanto ostica:
Cito testualmente “Nel vegetarianismo si distinguono il latto-ovo-vegetarianismo, il latto-vegetarianismo, l’ovo-vegetarianismo, il vegetalismo o veganismo dietetico, il crudismo vegano e il fruttarismo… Chi è vegano è allo stesso tempo vegetariano, poiché applica una specifica dieta vegetariana, invece un vegetariano non è necessariamente un vegano”.
Il latto-ovo-vegetarianismo? Sul serio? Ci sono più correnti tra i vegetariani che nel Partito Democratico!

Vegani
Nel 1944 Elsie Shrigley e Donald Watson, due membri della Vegetarian Society, decisero di fondare un coordinamento di “vegetariani non consumatori di latticini”, nonostante l’opposizione di eminenti vegetariani.


Oh, mio Dio! I vegani sono i Civati dei vegetariani!

E Fassina?
Avete ragione, ma non posso mica citarli tutti che già il post è abbastanza lungo…
Leggo su wikipedia che “Il veganismo è un movimento filosofico basato su uno stile di vita fondato sul rifiuto, nei limiti del possibile e praticabile, di ogni forma di sfruttamento degli animali per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo”.
Tutto molto interessante, anche se devo ammettere che quel “Nei limiti del possibile e praticabile” stona un po’… Pensate a come suonerebbe inquietante in una circostanza come questa:

“Va bene… non usiamo il preservativo, ma mi raccomando vieni fuori, ok?”
“Ok. Nei limiti del possibile e praticabile


Crudisti
Il crudismo vegano o crudiveganismo è un regime alimentare e stile di vita che prevede di cibarsi di vegetali crudi.
Inizio ad esaurire le battute sull’alimentazione...
Probabilmente (ma chiedo delucidazioni ai più esperti), la motivazione principale sta nel fatto che mangiare vegetali crudi rappresenti il massimo livello possibile di rispetto dell’ambiente non prevedendo l’utilizzo di energia elettrica o gas.
E se cuocio una zucchina su un pannello solare? Posso mangiarla?


Fruttarismo
Il fruttarismo è un tipo di alimentazione vegetariana basata solo sulla frutta.


Ok.
In realtà, all’interno dei fruttariani, sembrano esserci delle dispute terrificanti. Coloro che seguono una dieta composta di frutta al 75% si definiscono fruttaliani anziché fruttariani. Deduco, quindi, che i rettiliani si nutrano al 75% di rettili.
 

I fruttariani più golosi usano le definizione botanica di frutta e consumano fagioli, piselli, legumi e, addirittura, cioccolata. I fruttariani più integerrimi, invece, non mangiano cereali poiché credono che non sia naturale farlo, oppure i semi poiché essi contengono future piante. C’è, infinte, chi mangia solo la frutta caduta dall’albero… in pratica i frutti suicidi…


Sembra una gara a chi mangia di meno… e allora i vincitori indiscussi sono i:

Breathariani
I breathariani sono coloro che dichiarano di essere in grado di sopravvivere senza mangiare (alcuni anche senza bere), e di nutrirsi semplicemente “respirando” (to breathe in inglese), l’energia vitale dell’Universo o l’energia del Sole. 

No, questo è un pannello solare, non un breathariano…

Contrariamente a quello si può pensare, non si diventa breathariani semplicemente venendo continuamente disturbati all’ora di cena dai call center fino a perdere l’appetito.
La breathariana più famosa è l’australiana Ellen Greve (alias Jasmuheen), che afferma di non assumere cibo da circa 12 anni.

Ho tanta fame che mi farei un panino grande così!

Per smentire la comunità scientifica che la accoglieva a pernacchie ovunque andasse, la signora Greeve partecipò ad una trasmissione televisiva per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni.
Come andò?
Un successone.
Dopo pochi giorni, iniziò a perdere peso, a manifestare i sintomi della disidratazione, nonché difficoltà nell’articolare le parole.
Mamma mia, che cavalcata! Sicuramente avrò dimenticato molte cose… se vi va, indicatemele nei commenti.
Vi è piaciuto il post? Commentate, condividete e spammate (io sono timido ed educato e quindi non spammo). Non vi è piaciuto? Spammatelo ai vostri nemici per dispetto e poi date il loro numero di telefono in pasto ai Call Center!

È tutto per oggi, alla prossima!

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