venerdì 9 dicembre 2016

Chiacchiere da Bar (Il wrestling spiegato a mia nonna - parte II)



Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog appassionante come una replica in tv.

Eccezion fatta per Una poltrona per due, ovviamente… e siamo anche nel periodo giusto!

Prosegue la mini rubrica che vi spiega, lentamente e con parole semplici semplici, il wrestling.
Dopo aver esposto il mio punto di vista su tale disciplina (qui), oggi voglio spiegarvi un po’ di terminologia tecnica.
Tranquilli, vi farò degli esempi esplicativi del significato di questi termini nella vita reale.


 
Tempo di lettura: circa 8 minuti

Il wrestling si divide in face (buoni) e heel (cattivi)… come nella vita reale, del resto.
Non raccogliete la cacca del vostro cane? Siete heel (e pure sporcaccioni).
Aiutate le vecchiette ad attraversare la strada (e magari, scambiandovi per borseggiatori e vi prendono a ombrellate sui testicoli?), siete face (e, forse, vi dovreste fare i c***i vostri).
Non fate copiare i compagni ai compiti in classe? Siete heel (e anche un po’ bastardi… ah, siete heel anche se copiate e prendete un voto più alto di chi vi ha fatto copiare)
Avvertite il cameriere che, per errore, vi ha dato troppo resto? Siete face (ed anche un po’ idioti).

 
Questa divisione netta andava bene in passato: i lottatori erano eroi senza macchia (Hulk Hogan), o cattivi che andavano in giro con un serpente gigante (Jake the Snake) 

Oggi, invece, si affermano personaggi che si muovono in una sorta di terra di mezzo: i tweener.
Prendiamo l’esempio del tipo (heel) che non raccoglie la cacca del proprio pinscher dissenterico. Un face scuoterebbe la testa e andrebbe lui stesso a raccoglierla, giusto?
Bene, un tweener, invece, prima insulterebbe l’intero albero genealogico dell’heel e, soltanto dopo, raccoglierebbe la cacca da terra… con la sua faccia e dopo averlo abbattuto a testate, ovviamente.
Ci siete?
Bene! Proseguiamo.
Nella vita tutto può cambiare: un buono può diventare cattivo e viceversa. Questo cambio di attitudine, nel wrestling, si chiama turn: turn face quando un cattivo diventa buono e turn heel nel caso opposto.

 

Qualche celebre turn:

Il turn face di Batista contro i propri mentori: Ric Flair e Triple H (Raw 21 febbraio 2004)

Il celeberrimo turn heel di Hulk Hogan a Bash at the Brach nel 1996  

Esempio di turn heel


Siete in fila alla cassa al supermercato e, magari, avete pure fatto passare avanti la nonnina che ha comprato solo una dentiera. Quando sta finalmente per arrivare il vostro turno, vi accorgete che il tipo davanti a voi si sta ostinando a pagare con monetine da 1 centesimo, bloccando la fila e l’intero scorrere della vita sul pianeta. Ispirate profondamente, espirate… e poi iniziate a picchiarlo brandendo uno sfilatino integrale.
Esempio di turn face


Siete animalisti vegani crudisti incattiviti dalla vita che passano la loro vita a insultare sui social gli onnivori, a manifestare in piazza contro chi si sta mangiando un panino con la mortadella ed a dare fuoco a chi ha rimproverato il proprio cane perché ha appena azzannato un bambino. Al cenone di Capodanno avete invitato a casa gli amici (che dopo essersi inventati scuse per un decennio, hanno infine dovuto capitolare). Naturalmente, il menù è a misura di criceto: verdurine e semini assortiti (però avete speso una fortuna perché è tutto rigorosamente bio). Ad un certo punto, un ospite si alza e dice: “Tutto buonissimo, eh! Però le tradizioni vanno rispettate ed ho portato lo zampone!!!”. Cala il gelo e tutti si aspettano che vi avventiate sul malcapitato per sopprimerlo a colpi di sedano… e, invece, no: vi alzate, fate spallucce e dite: “Ok, ognuno è libero di mangiare ciò che vuole!”. 

Applausi a scena aperta e tifo da stadio per voi (nel gergo del wrestling, avete ricevuto un grosso pop) 

Posso andare avanti? Ottimo.
La reazione del pubblico nei confronti di un wrestler ne determina buona parte del successo, decretando il suo salire nelle gerarchie (push), o precipitarne nelle retrovie (depush), attraverso, ad esempio, una maggiore o minore presenza negli show o una serie di vittorie / sconfitte.
Fate gli occhi dolci al capo, avete le papille gustative consumate a furia di leccare culi e, per questo, siete stati promossi? Beh, avete ricevuto un discreto push.
Avete due lauree, un master e un dottorato, ma passate le vostre giornate nei call senter a farvi mandare a fanc**o dalle persone che siete costretti a molestare? Beh, si può dire che la vita vi ha riservato un crudele depush.

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Come visto nello scorso post, nel wrestling finzione e realtà spesso si mischiano. I wrestler interpretano personaggi ben definiti, con personalità più o meno esasperate o, viceversa, verosimili... 

 
C’era l’esattore delle tasse (chissà perché heel per buona parte della sua carriera)

 
Il riccone (e, nel caso di JBL, il bello è che è pure vero, dal momento che ci sa davvero fare in borsa)

 
Il becchino

 
La strafiga che si crede chi sa chi (e fa anche bene, eh...!)
 
 
 Lo “sfigato” su cui nessuno punta (underdog) ma che, facendosi il mazzo quadrato, riesce a realizzare i propri sogni(almeno in WWE)
 
 
Il cosplayer di Hugh Hefner in overdose da viagra 

Chiudo, infine, con un’ultima informazione.
Al netto di infortuni, durante un incontro di wrestling non scorre sangue (per la tutela dei lottatori, per motivi igienico sanitari, per motivi di opportunità perché adesso il wrestling è un prodotto per famiglie, eccetera…). Può accadere che, per dare più pathos ad un incontro, si ricorra al blade job: in pratica, i wrestler, tramite una lametta, si tagliano la fronte sanguinando senza subire gravi danni (anche qui al netto di errori).
Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma immaginate questo: siete alla finale del torneo di calcetto più importante della vostra vita. Mancano pochi secondi, il risultato è in parità e, dopo un rimpallo fortunoso, siete faccia a faccia con il portiere avversario.
Essendo degli scarpari senza speranza, sapete che non avete alcuna possibilità di segnare e, appena il portiere vi tocca, crollate al suolo come se un cecchino dagli spalti vi avesse centrato in mezzo agli occhi (rotolandovi e rantolando per terra come un tarantolato).

 

Le possibilità di far abboccare l’arbitro alla vostra patetica messa in scena aumenterebbero esponenzialmente se iniziaste a sanguinare copiosamente, no?
Bene, il principio è lo stesso.

 
E, no, quando la vostra fidanzata / moglie vi manda in bianco perché ha il ciclo non è un blade job. 

È tutto per oggi, alla prossima!

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