lunedì 23 ottobre 2017

Che tipi siete… alle cene da amici (o a casa vostra)?



Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog inaspettato come una bestemmia al Grande Fratello VIP…

… Ne resterà soltanto uno!

Armiamoci di pala e di un po’ di sana necrofilia perché è giunto il momento di riesumare la rubrica Che tipi siete…?


Tempo di lettura: circa 9 minuti


Solitamente dopo i trent’anni, si inizia a provare una crescente repulsione verso la vita sociale in generale e le uscite serali in particolare.
Sia chiaro, si tratta anche di scelte pratiche ed economiche: provate un po’ a presentarvi il sabato sera in un ristorante/pizzeria senza prenotazione… non vi accomoderete al tavolo prima di un paio d’ore (anche se il cameriere stimerà, come tempo di attesa, sempre 10 minuti).
Se prenotate, invece, i tempi di attesa calano drasticamente: da due ore si passa a centoventi minuti circa…
E che dire dei problemi di parcheggio, degli amletici dubbi del tipo “Cosa mi metto?”...

... e dei prezzi scandalosi degni di una rapina a mano armata di alcuni avidi ristoratori?

Tanto vale, quindi, organizzare uscite durante la settimana o, meglio ancora, a casa propria (o di amici).
Ed ecco, quindi, il tema di oggi: Che tipi siete… alle cene da amici (o a casa vostra)?

Gli organizzatori seriali

La prima piaga sociale affrontata non può che essere questa (anche nota come “Maniaci del controllo” e “Frantumatori di apparato riproduttore maschile altrui”.
Solitamente, gli organizzatori seriali sono (volontariamente o involontariamente) i padroni di casa.
Ma ci arriviamo tra un po’.
Alcune comitive, però, sono geneticamente predisposte ad avere al loro interno più individui appartenenti a questa categoria… con conseguenze disastrose.
Prendiamo un gruppo WhatsApp con 10 persone di cui 2 organizzatori seriali, più un’altra persona che etichetteremo, per comodità, come “mediamente rompicoglioni”… con il resto della comitiva che rientra, chi più chi meno, nella “normalità”.
Studi della Cambridge University mostrano che, in un’ora, saranno prodotti circa un centinaio di messaggi di cui:

l’85% inviati dagli organizzatori seriali (spesso in contraddizione tra loro)
il 10% inviti dal “mediamente rompicoglioni” (che sposta in continuazione l’orario ed il giorno della cena, mandando in crisi mistica gli organizzatori seriali)
il 5% inviati dagli altri 7 componenti del gruppo che, dopo aver scritto cose tipo “Ok”, “Va bene” ed aver provato a dire la propria, decidono saggiamente di simulare la morte apparente, mantenendo un ferreo silenzio radio in stile Caccia a Ottobre Rosso

La cosa peggiore, ovviamente, è che dei cento messaggi, i ¾ saranno immancabilmente messaggi vocali…

Aspetto che esce l’audiolibro letto da Francesco Pannofino, ok?
  
Ecco, invece, la giornata tipo dell’organizzatore seriale che si appresta a ricevere ospiti.

Sveglia alle 8.00, che non si può perdere tempo

Dalle 8.00 alle 10.00: pulizia casa (che, altrimenti, gli amici sparlano ed è giunta anche l’ora di togliere gli addobbi natalizi… peccato: proprio ora che, tra un paio di mesi, è di nuovo Natale)

Dalle 10.00 alle 14.00: ultimo giro di messaggi su WhatsApp per mortificare gli amici e pianificare la serata nei minimi, maniacali, dettagli

Dalle 14.00 alle 16.00: full immersion di blog di cucina per trovare il menù adatto, comprendente Avocado Toast, polpette di platano insaporite con curcuma e bacche di goji, Ratatouille al tofu e Karjalanpiirakka (dolce di patate tipico finlandese)… tutta roba dal dubbio sapore, ma che viene benissimo nelle foto su Instagram!

Dalle 16.00 alle 18.00: spesa folle e disperata, che inizia a farsi tardi…

Dalle 18.00 alle 19.00: inizio attività in cucina

Dalle 19.00 alle 20.00: spesa ancora più folle e disperata visto che, nella foga delle spesa precedente, mancano alcuni ingredienti

Dalle 20.00 alle 21.00: Ritorno in cucina e principio di incendio

Dalle 21.00: arrivo degli amici e chiamata alla pizzeria più vicina perché è pronta solo l’acqua in bottiglia

Gli amanti delle cene a casa… altrui

Categoria di persone squisita, sempre pronta a passare piacevoli serate in compagnia… a casa di altri.
Ecco, più o meno, il modus operandi di questi individui:

“Ehi! Perché non stiamo insieme, stasera?”
“Ma sì! Organizziamo una bella cena!”
“Mmm… e cosa prevede il menù?”
“Facciamo i panzerotti fritti! Che figata: puzza di fritto in tutta la casa, orribili ustioni da olio bollente, farina sul divano e mozzarella incrostata sui muri!”
“Ehm… e dove ci vediamo?”
“A casa tua, ovviamente!!!”
“Ma io…”
“Tranquillo, ho già fatto un doppione delle chiavi!”

Questi individui, poi, hanno anche la capacità di far sentire i padroni di casa ospiti a casa loro: prendono possesso della casa (a cominciare dalla cucina), cambiano posto alle stoviglie ed alle pentole (ed anche alla biancheria), partecipano alle riunioni di condominio  e ti fregano il posto macchina per poi scomparire in una nube di fumo tipo ninja quando è l’ora di pulire...

... no, non intendevo questo...

... vabbè

I diversamente onnivori

Intolleranze, allergie, preferenze alimentari, fissazioni varie, scelte etiche e chi più ne ha, più ne metta.
Mangiare qualcosa con gli amici rischia di diventare estenuante come affrontare una maratona… calzando scarpe di un paio di numeri più piccoli ed inseguiti da un rinoceronte in calore.
La scena che si svolge è più o meno questa:

Primo (commedia degli equivoci)

“Spaghettata a casa mia!”
“Yeah!”
“Niente sbattimento, però, facciamo una cosa semplice: pasta al pesto”
“Sono celiaco… ma ho portato la mia pasta senza glutine da casa”
“Ok”
“Possiamo non mettere il grana? Sono intollerante al lattosio”
“Ma già ci sono pochi ingredienti, se togliamo il formaggio… va bene, dai… l’importante è stare insieme”.
“Però non pesto industriale, eh? Che è tutta roba chimica… è una congiura delle multinazionali!”
“E come facciamo?”
“C’è un negozio bio sotto casa, pensa che la proprietaria fa il pesto a mani nude ogni mattina prendendo a cazzotti i pinoli. C’è anche un’offerta speciale: 12 gr. di pesto per 249.99€ più IVA”

Secondo e contorno (sceneggiata napoletana)

“Per secondo? Una bella tagliata, no?”
“Non di maiale, vero? Io seguo la dieta biblica: mangio locuste e, al massimo, bestiame che rumina”
“Beh, c’è stata un invasione di blatte l’altra settimana… vedi se ne trovi qualcuna sopravvissuta”
“Ehm… io sono vegetariano”.
“Vabbè… per te pesce”
“Anche il pesce è carne”
“Ah, è vero…”
“Omelette?”
“No, io sono vegano”
“Anche a me non va l’omelette!”
“Ma tu sei onnivoro!”
“Sì, ma la mia religione mi vieta di mangiare cibo che esce dal deretano di un essere vivente”
“Ehm, c’è un altro problema: io seguo la dieta del paleozoico… con annesso stile di vita”
“E che significa?”
“Mi presenterò vestito solo di pelle di animali… in più posso mangiare solo frutta e vegetali spontanei e carcasse di animali… meno male che ho investito il barboncino del tuo vicino venendo qui: oggi proteine!”
“Ma l’auto non esisteva nel paleozoico!”
“Porc****”
“Io seguo la dieta Hallelujah: mangio frutta, verdura, semi e noci”
“Santo cielo, va bene: dividerai la cena con il criceto… occhio che è possessivo e goloso… e non lo abbiamo castrato”
“Per contorno, zucchine grigliate… non romperete le palle anche su questo, spero!”
“Io sono crudista… ma tranquillo leccherò il geranio che hai sul balcone”

Frutta, dolce e caffè (tragedia shakespeariana)

“Infine, facciamo frutta e dolce insieme perché mi avete già rotto tre quarti di minchia… macedonia?”
“Fanne tanta che io sono fruttariano e mangio solo quella… è frutta caduta dagli alberi, vero?”
“Ma come, mangi solo la frutta suicida? Grazie al cielo siamo alla fine. È l’ora del caffè: io me lo correggo con la grappa perché voglio dimenticare questa serata il prima possibile!”
“Io non posso: seguo la dieta edenica e mangio solo quello che mangiavano Adamo ed Eva nel paradiso terrestre”

“Va bene, ne ho abbastanza: tutti fuori… FUORI HO DETTO!”

È tutto per oggi, alla prossima!

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