lunedì 23 aprile 2018

Wrestling nella vita reale - Scuola


Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog simpatico come un gruppo di WhatsApp tra amici…

 
… quello molesto che ti scarica il cellulare a suon di minchiate


Voglio una vita avventurosa, piena di pericoli.
Mi arruolo nella legione straniera?
Sventolo un portafoglio pieno di soldi in Parlamento?
Mi lego una bistecca allo scroto e faccio jogging tra i coccodrilli?
Ma no!


 Tempo di lettura: circa 9 minuti


Voglio fare l’insegnante… il lavoro più pericoloso del mondo!

Istituto comprensivo Abba Alighieri di Palermo: professore picchiato dal padre di una studentessa rimproverata

Istituto Vittorini di Avola Avola (Siracusa): i genitori di un alunno picchiano un professore rompendogli una costola. La madre dell’alunno, che avvertita dal figlio si è precipitata a scuola in pigiama per pestare l’insegnante come un mojito, ha detto: “Sono stata io a colpire il professore, sono stata un po’ violenta, ma gli chiederò scusa solo se lui chiederà scusa a mio figlio

Foggia: prognosi di un mese per un professore picchiato dal padre di un suo alunno
Casteller di Paese (Treviso): docente preso a ceffoni dai genitori di un alunno

Istituto superiore Majorana-Bachelet di Santa Maria a Vico (Caserta): professoressa sfregiata al volto con un coltello da un alunno

Scuola media della Val Nure: un ragazzino di prima media che “aveva costruito un rudimentale aggeggio con il quale dava la scossa ai suoi compagni” ha colpito la sua insegnante al braccio (prognosi di sette giorni)

Scuola media Valle del Savio: uno studente, rimproverato perché stava giocando a fare lo spadaccino in classe con un cacciavite, colpisce con un pugno in faccia la professoressa, ferendola al naso (cinque giorni di prognosi)

Parma: studente aggredisce a testate l’insegnante (quindici giorni di prognosi)

Istituto Russell-Moro di Torino: uno studente punito si presenta a scuola con il padre e altre due persone che prendono a calci e pugni l’insegnante

Itc Carrara di Lucca: studente minaccia e insulta il professore davanti ai compagni di scuola dopo aver preso un brutto voto, gli altri studenti filmano l’accaduto e il video finisce in rete

 
Ecco in anteprima le nuova divise per gli insegnanti approvate dal MIUR 

Di quest’ultimo episodio, ho visto anche il video.
Che dire?
Tristezza a palate… non a livello della morte della mamma di Bambi, ma quasi. Questo video, e soprattutto l’atteggiamento dei ragazzi, trasuda così tanta merda che mi è venuta l’escherichia coli agli occhi. Inoltre, pare che buona parte dei ragazzi coinvolti perderà l’anno.
Mi spiace.

 
Per gli insegnanti che devono sorbirseli per un altro anno 

E il bello è che, potere del karma, il ragazzino protagonista del video è stato a sua volta violentemente insultato e cyberbullizzato nei commenti al video: 

Jazzeppe Black Soul: "Ti farei inginocchiare davanti a Rocco Siffredi nel pieno delle sue forze" 
LucaS: "Altro che riformatorio. 8 ore al giorno di calci in culo a ‘sto delinquente di merda, ai suoi genitori e a tutta la classe" 
Ian Wehrmann: "Un colpo calibro 22 in testa quando nessuno vede e via"

E questi sono tra i commenti più soft che ho trovato, credetemi.
Che dire?
Boh.
La soluzione per arginare questa violenza, in realtà, ci sarebbe pure.
L’hanno ideata Mark L. Lester che, per arginare la violenza nelle scuole, hanno teorizzato la sostituzione dei docenti con cyborg…

 
 … cyborg da guerra che massacrano gli studenti turbolenti 

Tranquilli, si tratta solo di un film (Classe 1999): è solo fantascienza… lo capiamo dal fatto che, nel film, i cattivi sono i cyborg insegnanti e i buoni gli studenti.
Non mi piace fare discorsi del tipo “Ai miei tempi…”, anche perché mi fanno sentire vecchio… però è così.
Ai miei tempi (!), quando mia madre andava ai colloqui coi genitori mi si stringeva sempre un po’ il culo (anche se ero uno studente in gamba che non aveva e, soprattutto, non creava problemi).
Ad eccezione della matematica.
Pensate che l’insegnante di matematica, pur di dire qualcosa di buono sul mio conto a mia madre, esordiva con: “Signora, suo figlio è simpatico” e poi le diceva gentilmente quanto fossi una ciola immonda nella sua materia…
A mia madre, insegnante anche lei, non è mai venuto in mente di prendere l’auto ed investirla, né di urlarle contro sostenendo che io fossi la reincarnazione incompresa di Einstein.
Mio padre, invece, da giovane era un capacchione. Ad esempio, una volta finse che suo padre (la buonanima di mio nonno) avesse un grave problema di salute per uscire prima da scuola.
Il preside, amico di mio nonno, lo chiamò preoccupato e lui resse il gioco inventandosi un malessere a caso.
Mio nonno, salito in auto, raggiunse mio padre che, nella villa del paese, se la stava spassando con gli amici, affiancò l’auto, si sporse dal finestrino e lo salutò, facendogli il segno del “Ci vediamo dopo”.
Niente umiliazioni pubbliche davanti agli amici, sia mai.
Poi, quando mio padre tornò a casa, lo spatasciò di mazzate.
Severo, ma giusto. 
Ho avuto l’occasione di confrontarmi proprio mio padre sull’accaduto di Lucca e mi ha detto: “Fossi stato il padre del ragazzo, lo avrei portato davanti al professore e gli avrei fatto chiedere scusa in ginocchio… se si fosse rifiutato, l’avrei portato a casa, l’avrei legato alla sedia e l’avrei preso a sberle”.
Capito l’antifona?
Ma volete sapere la cosa più triste?
Il primo a bullizzare l’insegnante è lo Stato.
Anche qui non mi piace chi incolpa lo Stato dei propri problemi (e poi evade le tasse e incula il prossimo con il sabbione), ma vediamo un po’ come stanno le cose.
Almeno da che il sottoscritto abbia memoria, ogni riforma della scuola e dell’università si è rivelata un’ecatombe… avete presente il Mito del Re Mida?
Quello che faceva diventare oro ciò che toccava, insomma.

 
Ecco, sostituite l’oro con la materia fecale ed avrete un’idea dei danni fatti 

Sapete oggi come si diventa insegnanti?
Mettetevi comodi.
Vi iscrivete all’università… naturalmente 3+2 (riforma utilissima che ha fatto esclusivamente la gioia delle lobby dei fotografi delle sedute di laurea e delle copisterie). 
Nel mio caso (ma penso un po’ tutti), bisogna sostenere qualcosa come una cinquantina di esami.
Magari, come me, avete iniziato l’università nel primo anno della sopracitata riforma 3+2 e avete passato il triennio a sentire i docenti in preda al panico (e alla demenza senile vista la loro età media) chiedervi: “Ma avete capito la riforma? Che facciamo?”, con programmi improvvisati, libri di testo che cambiavano in corso d’opera, modifiche mensili dei piani di studio imposte dall’alto eccetera, eccetera… 
Laureati non una, ma due volte, magari scoprite che non potete accedere alle classi di insegnamento perché, nonostante tutto, vi mancano degli esami.
Come diavolo è possibile con tanti esami sostenuti? 
Semplice: a ogni esame è stato dato un codice (SSD - Settore Scientifico Disciplinare). Sfortunatamente, i Re Mida della merda hanno colpito ancora.
Ancora una volta, porto il mio esempio per essere più chiaro: laurea triennale in Beni architettonici, archeologici e dell’ambiente e laurea specialistica in Archeologia… mi mancano (mancavano, grazie al cielo), 9CFU per poter accedere all’insegnamento di Storia dell’Arte.
Com’è possibile?
Semplice: tanto per fare un esempio, l’esame di Archeologia e Storia dell’Arte Romana non è stato fatto rientrare tra gli esami necessari per l’insegnamento di Storia dell’Arte (così come Archeologia e Storia dell’Arte Greca, Egittologia ecc…). 
Capite che la strada per l’insegnamento è buia e contorta come un intestino (ed altrettanto piena di merda), ma vi piace studiare e magari decidete, come me, di perseguire nei vostri errori conseguendo un dottorato.
Sorpresa: in tutto il pianeta il Dottorato abilita all’insegnamento, ma non in Italia. Sì, so benissimo che il Dottorato dovrebbe essere spendibile in ambito universitario, ma la realtà è un filino diversa…

 
 … con i dottori di ricerca partecipano ad una sorta di Hunger Games (ma più violenti) scannandosi tra loro per ottenere un assegno di ricerca (di un anno, rinnovabile di un altro anno se ti va di culo) 

Decidete, allora, stuprandovi mentalmente (ma anche fisicamente), di recuperare i crediti mancanti (ovviamente a pagamento).
Io, per esempio, ho scelto l’Università telematica internazionale UNINETTUNO perché, lavorando, non avevo tempo, né voglia, di avere a che fare con docenti che non si presentano ai colloqui o che ti parcheggiano con assistenti (magari proprio dottori di ricerca) demotivati e depressi.
Pago una fracca di soldi (per carità, quelli della Nettuno almeno sono celeri nel rispondere a dubbi e incertezze degli studenti e molto efficienti in generale) e scopro che il libro spacciato da tutti come il capolavoro della manualistica sulla Storia dell’Arte è non solo raro come una vergine in discoteca il sabato sera… ma anche una merda totale.
Non una cagata che ti lascia soddisfatto della tua impresa, ma proprio una roba tipo merda sciacquar ella.
E sì, sto parlando di Arte nel tempo di De Vecchi e Cerchiari.
Capisco che, vista la vastità dell’argomento, non sia possibile anche solo ipotizzare l’esistenza di un manuale perfetto e completo sulla materia… ma, porcaccia la puttana, non mi puoi descrivere le opere così a membro di cane (o non farlo affatto), sspecie se l’esame è giustamente incentrato sul riconoscimento e sull’analisi delle opere d’arte.
Non ci credete?
Ecco qui la descrizione della Nascita di Venere di Botticelli, non esattamente l’opera più stronza del Rinascimento italiano:

“Eseguita a tempera magra per suggerire l’intonazione limpida e opaca di un affresco, in essa si accentano gli elementi di stilizzazione: si allude senza rigore alla profondità spaziale, si attenuano al massimo i chiaroscuri e si enfatizza la fluida continuità lineare che riassume e sintetizza figure e moto”

E no, non sto rosicando: ho passato l’esame con un 28… e sapete come? 
Integrando con Wikipedia...

 
...che è come guarire un diabetico lanciandogli contro un cannolo siciliano 

Nel frattempo, ogni anno cambiano le modalità per accedere all’insegnamento: SISS, TFA… fino ad arrivare al FIT (complimentoni a chi sceglie gli acronimi).
Come si accede al FIT?
Beh, prima bisogna conseguire 24CFU in materie pedagogiche e similari (a meno che non si riesca a dimostrare di averli già conseguiti durante il proprio percorso di studi, ma se hai una laurea in Beni culturali, ad esempio, ti puoi tranquillamente impalare su un pino prima che questo accada).
Benvenuti, allora, nel PF24 (continuano gli acronimi della minchia), cioè il percorso formativo per acquisire questi benedetti crediti (ovviamente a pagamento).
Non so se è così in tutta Italia, ma a Bari hanno avuta la geniale idea di organizzare il tutto con 8 esami da 3CFU da sostenere in una finestra ristretta come l’ano di una moscerino della frutta (da inizio giugno a metà luglio).
E poi ti tocca iscriverti di nuovo per acquisire i CFU mancanti (ovviamente a pagamento).
Suvvia, 3 CFU per esame… cosa volete che sia! Saranno programmi infimi!
Non esattamente: ci sono esami da 70 pagine ed esami da 300 pagine.
Benvenuti nel fantastico mondo dei CFU dove ognuno fa come cazzo gli pare.
Ogni esame, si compone di 15 domande a risposta chiusa (tre possibilità di risposta)… a cui rispondere in 20 minuti.
Circa 90 secondi a domanda.
E beh, così sì che si formano insegnanti di alto livello!
Acquisiti i 24 CFU si accede al concorso vero e proprio e, se tutto va bene, si diventa insegnanti.
Quasi.
Prima, un bel tirocinio di tre anni.
Le norme cambiano di continuo, quindi mi scuso per eventuali inesattezze.
Il primo anno ti becchi 600€ al mese… ovviamente lordi.
Il secondo anche, ma puoi fare qualche minima supplenza.
Idem per il terzo, ma almeno puoi prendere supplenze annuali.
Poi, finalmente, puoi insegnare…
 
… salvo venire picchiato a sangue dai tuoi stessi studenti 

Forse, piuttosto che chiedere una sessantina di esami ai futuri insegnanti (ingegnandosi su come spillare loro soldi e trovando scuse sempre nuove ed originali per prendere tempo nel tentativo di sbrogliare quell’immondo casino che è la scuola italiana), sarebbe meglio insegnare loro cose più utili per l’insegnamento.

 
Un corso di Krav Maga, per difendersi dagli studenti esuberanti, magari…

 
 … Un corso di sopravvivenza comprensivo di esercitazioni al poligono per affrontare al meglio i colloqui coi genitori 

Insomma, sarebbe ora che tutti (insegnanti e aspiranti tali, MIUR, sindacati, presidi, studenti, genitori) avessero un confronto civile e costruttivo… magari tutti seduti intorno ad un tavolo:

 
O meglio, attraverso un tavolo…
Edge fa schiantare l'Undertaker attraverso 4 tavoli a TLC 2010 

È tutto per oggi, alla prossima!

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