venerdì 13 aprile 2018

Chiacchiere da bar - Mitologia con simpatia


Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog utile come un medico durante un’epidemia di peste bubbonica…

… un medico omeopata, naturalmente

Prima di iniziare, un paio di precisazioni.
No, non sono morto.
E no, non ho abbandonato il blog... a cui continuo a volere bene come ad un figlio.
Il figlio che ti fa vergognare durante i colloqui a scuola, ovviamente.
Adesso che sono tornato, la programmazione tornerà regolare come prima?
Non penso proprio, si vive alla giornata e, come si dice in questi casi…

 
Carpe diem


Tempo di lettura: circa 5 minuti

Bando alle ciance, è tempo di tornare a dare un serio contributo alla società e, per questo, voglio parlarvi di… mitologia.
Si lo so: probabilmente la conoscenza che avete sull’argomento deriva da Pollon, Xena e da Hercules.

 
… il primo testimonial della Pantene della storia

Se, invece, il vostro unico contatto con la mitologia deriva dalla visione di Troy, beh…

… niente, lasciamo perdere, è meglio…

Non fate quelle facce, vi posso assicurare che anche la mitologia è un argomento che può fornire diversi spunti comici.

 
Forse non sapete che moltissimi miti ruotano intorno all’irrefrenabile pulsione di Zeus di copulare con qualsiasi essere gli capitasse a portata di pene

In un’occasione, non riuscendo ad accontentare il suo ardente desiderio di esplorare ogni orifizio della dea Cibele, si narra che, durante la più classica delle polluzioni notturne, il prodotto della passione di Zeus fosse mestamente finito su una roccia.
Dura la vita degli spermatozoi del padre degli dei (e ci credo che era il padre degli dei, stava sempre a riprodursi…)
Non fu, comunque, un’eiaculazione a vuoto dal momento che, viste le portentose doti dello sperma divino, Zeus riuscì ad ingravidare perfino la roccia generando, così, l’ermafrodito Agdistis.
Con Zeus latitante e senza una madre che gli facesse da guida…


… Agdistis finì per diventare il più classico dei bulli, tormentando gli stessi dei (che so, rubandoli i soldi della merenda, gettando i loroi astucci giù dall’Olimpo e così via). A mettere fine alle angherie di Agdistis non fu un dio “guerriero”, coma Ares o Atena, bensì il dio dell’ebbrezza Dionisio che, esasperato dal bullismo di Agdistis e reso intrattabile dai postumi della sbornia, decise di giocargli uno scherzo crudele. Il dio, infatti, offrì al bullo del vino e lo accompagnò a sbronzarsi in cima ad un alto albero di melograno (e Agdistis, non esattamente un fine pensatore, ci salì pure... ed era ancora sobrio!). Quando Agdistis si addormentò ubriaco, Dionisio gli lego lo scroto ad un ramo e, una volta sceso per terra, scosse violentemente l’albero.
Agdistis, svegliatosi di soprassalto, cadde dall’albero e si evirò, morendo dissanguato.
Scherzo sublime, non c’è che dire…

Mai far incazzare un ubriaco...

In un’altra occasione, invece, Zeus si invaghì di Alcmena rimanendo profondamente colpito…

A: dalle sue bocce,
B: dalle sue bocce,
C: dalle sue bocce,
D: dalla sua smisurata fedeltà al marito Anfitrione

La risposta esatta è, incredibilmente, la D.
Bravo Zeus, la bellezza non è tutto! L’hai capito finalmente!
Dunque, davanti a cotanta fedeltà coniugale, Zeus abbandonò i propri libidinosi propositi riproduttivi…
Beh, più o meno.
Prese le sembianze di Anfitrione e copulò con l’ignara Alcmena per tre giorni di fila.
Da questo accoppiamento poderoso nacque Eracle (e Alcmena camminò a gambe larghe per una settimana).
Nonostante Zeus le studiasse tutte per non farsi beccare da Era, sua moglie iniziò presto ad essere un tantino sospettosa…

… ma giusto un tantino

Allora, con grande dignità, decise di affrontare la situazione di petto.
Facendo dormire Zeus sul divano?
Trascinandolo davanti agli avvocati per togliergli anche i peli del culo a colpi di richieste di alimenti?
Non esattamente.
Per vendicarsi di Zeus, che procreava in continuazione senza il suo aiuto, la dea decise di rendergli pan per focaccia mettendo al mondo un figlio da sola (non chiedetemi perché non si fece aiutare nel modo “tradizionale” da qualche aitante giovanotto...).

 
Fu così che nacque il non bellissimo Efesto

Era, con quell’amore smisurato che solo una madre può avere nei confronti del proprio figlio, fissò intensamente Efesto…

…e lo scaraventò giù dall’Olimpo neanche fosse un sacchetto dell’umido

C’è comunque da dire che, pur essendo spaventoso come una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate nella cassetta delle lettere, Efesto era un fabbro straordinario. Tra le sue più incredibili creazioni ci fu, sicuramente, Talo il gigante di bronzo.
Il suo compito era quello di proteggere Creta e, per perseguire il suo scopo, era pronto a tutto: anche a gettarsi nel fuoco, arroventandosi, per poi scagliarsi contro i nemici schiacciandoli e bruciandoli vivi.
Tanto era indistruttibile, che gli fregava… tranne che per quel piccolo punto debole sulla caviglia.
Morì (secondo alcune versioni) sbattendo il suddetto punto debole contro una roccia.

Crepare dopo essersi polverizzato il mignolo contro uno spigolo sarebbe stato più dignitoso…

Dal punto di vista prettamente procreativo, non andò meglio ad Afrodite che, con la complicità di Dionisio (o forse di Ermes, Adone, Ares o lo stesso Zeus… ci vorrebbe il test del DNA vista la tendenza alla promiscuità della dea), diede alla luce Priapo.

Che è proprio l’omino attaccato a quel pene gigantesco...

Oltre ad avere ovvie difficoltà nella deambulazione, Priapo si ritrovò presto ad affrontare un altro problema: ubriaco, provò ad abusare di Estia (con il serio rischio di impalarla) e, insieme al suo smisurato pene, fu per questo espulso dall’Olimpo. Si narra che perfino un asino, simbolo della lussuria, gli ragliò contro in segno di disapprovazione. Priapo, che era permaloso come una zitella mestruata, impose che gli venisse sacrificato un asino una volta l'anno.

 
E non vogliamo sapere cosa ne facesse Priapo dell'asino...
 
Infine, chiudiamo come abbiamo iniziato: con l’amabile estirpatore di testicoli dedito all'alcool... Dionisio. 
Secondo un interessante mito, Dionisio si recò nell’Ade per salvare sua madre Semele.
Un nobile intento, non c’è che dire.
Per raggiungere l’ingresso dell’Ade al centro del sacro lago di Lerna (senza fondo e pericoloso da navigare), il dio chiese l’aiuto del pastore Prosimmo (o Polimmo).
Dovete sapere che Dionisio, quando non era intento a evirare le persone a tradimento, era una personcina squisita: per sdebitarsi, infatti, decise di accontentare qualsiasi richiesta avanzata dal pastore.

 Immaginate la sua sorpresa quando Prosimmo espresse il desiderio di possederlo alla maniera degli ovini...

Dionisio non si scompose e, di ritorno dall’Ade, scoprì che il pastore era morto.
Che culo fortuna, è?
Ma si sa: ogni promessa è debito e Dionisio si recò sulla tomba di Prosimmo e, dopo aver intagliato un ramo di fico a forma di pene, ci si sedette sopra per onorare la sua promessa… 

...che è tipo la cosa più romantica e al tempo stesso agghiacciante che abbia mai sentito

È tutto per oggi, alla prossima!

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