giovedì 4 gennaio 2018

Chiacchiere da bar - Il mio Capodanno... e quello di Nainggolan



Salve a tutti e benvenuti nell’Internetturbino: il blog sincero come i propositi per il nuovo anno…

Tutti, nessuno escluso

Questo post è pensato per consolare tutti quelli che, in un modo o in un altro, hanno passato un Capodanno sottotono.


Tempo di lettura: circa 4 minuti


Avete beccato il classico virus intestinale e avete passato lo scoccare della mezzanotte (ma anche dell’una, delle due e delle tre) sul water?
No problem.
Siete vegani ma, stanchi della sfiga, avete decimato la popolazione mondiale di maiali ingozzandovi di zampone e cotechino per elemosinare un po’ di buona sorte e adesso i vostri compagni vi vogliono morti?
No problem… questo post vi tirerà su.
Poteva capitarvi quello che è successo a me, per esempio.
Vi anticipo che, mentre vi scrivo, ho entrambi gli occhi neri… 

... ma perché?

Mi sono iscritto al Fight Club?

 Mi sono scaccolato con eccessiva foga?

No, procediamo con ordine.
Che non sarebbe stato un Capodanno all’insegna del brio, lo avevo intuito quando, facendo due passi con mia sorella, mio cognato e la mia nipotina, ho pestato una merda.
Per carità, non così grossa e fumante da affondarci dentro fino al polpaccio, ma neanche così secca da poterla calciare via… diciamo media stagionatura.
Cosa fate, voi, quando pestate una merda?

Oltre a tirare giù tutti i santi del calendario a suon di bestemmioni, ovviamente?

Cercate delle foglie per pulirvi le scarpe.
Bene.
Fortunatamente, sapendo che i miei concittadini sono convinti che la merda del proprio cane sia un concime miracoloso e che, per le sue magiche proprietà, non vada raccolta da terra, bensì generosamente condivisa con il prossimo, sono stato molto attento…

… evitando di sprofondare in un pantano di sabbie mobili fatto di deiezioni canine e scarso senso civico…

Alla fine, fortunatamente, ho trovato del fogliame intonso.
Pestare una merda porta bene, no?
Mica tanto, vedendo cosa è successo più tardi (un paio di ore prima del cenone, per essere precisi).
Ammettiamolo, un po’ tutti, almeno una volta, abbiamo attraversato le stanze di casa al buio, compiacendoci della nostra capacità di evitare gli ostacoli degna di un pipistrello mutante.
Lasciate perdere.
Sfortunatamente, per la prima volta in 35 anni di onorata carriera, ho preso male le misure sfracellandomi contro lo spigolo di una port.
Spesso uso toni melodrammatici, ma non ho usato il termine “sfracellare” a caso… per farvi capire l’entità dell'impatto, vi dico solo che il tonfo causato dalle mie ossa cranio facciali contro il legno della porta è stato così poderoso da essere avvertito dai miei famigliari dall’altra parte della casa (con tanto di televisore acceso).
Da qui, gli occhi neri di cui vi parlavo a inizio post.

Brutalizzato da una porta.
A Capodanno.
Che brutta fine.
Oltre al dolore allucinante, ho provato anche una discreta strizza dal momento che, subito dopo l’impatto, avevo un bernoccolo esagerato sulla fronte e, sanguinando da naso e bocca, temevo di essermi rotto il suddetto naso, gli occhiali e un paio di denti).
La cosa veramente dolorosa, però, sono stati i commenti delle persone care.
Una volta assicuratisi che non fossi morto (e dopo avermi soccorso prendendo in prestito il brodo vegetale congelato di mia nipote… maledetto ghiaccio, non c’è mai quando serve), i miei affetti si sono esibiti in commenti dall'alto tasso di empatia.
Mia sorella, ad esempio, ricordando come la piccola si fosse divertita un sacco alla strofa “Solo non si vedono i due liocorni” della canzone di cui nessuno sa il nome (non vale cercare su Google) le ha detto, alludendo al poderoso bozzo sulla mia fronte: “Ecco il liocorno: è lo zio!”. Ora, mia nipote ha appena 6 mesi e le piace sbavare, rotolare e mettere in bocca ciò che trova... eppure ha riso un sacco, la piccola (amabile) iena.
Menzione d’onore, poi, alla mia ragazza che alla mia battuta in cerca di compassione: “Sembro un duro che ha appena fatto una rissa”, mi ha risposto: 

“Con quegli occhi neri, sembri più che altro un panda”

E, infine, un plauso ad un mio amico di vecchia data che, alla presenza della famiglia della mia ragazza, mi ha chiesto ripetutamente:

“Ma eri ubriaco, vero? Eri tutto fatto, no?”

‘Sto stronzo.
Ammetto che, desideroso di vendetta e forte dei segni sul volto, ho accarezzato l’idea di denunciare tutti per violenze domestiche… ma, alla fine, mi sono consolato nel miglior modo possibile: gioendo delle disgrazie altrui.
Devo ringraziare, infatti, il calciatore della Roma Nainggolan che, a Capodanno, ha ben pensato di postare su Instagram un suo video in cui beve, fuma e tira giù un P***o Dio dietro l’altro mentre gioca a racchettoni con gli amici.
Ora… come ci ha insegnato il Grande Fratello, in Italia puoi fare tutto tranne che bestemmiare (soprattutto se sei così scaltro da filmarti e dare il tutto in pasto alla rete).
Naturalmente, si è scatenato il finimondo (poi è arrivata la polemica sui sacchetti biodegradabili a pagamento ed lo youtuber scemo che ha filmato un cadavere in Giappone ed è tutto finito nel dimenticatoio).
Ecco, dunque, qualche commento su Twitter riguardo il sobrio Capodanno di Nainggolan.






Tutti commenti simpatici... ma ecco che, alla fine, ecco spuntare la perla che mi riconcilia con lo spirito del Capodanno (ma non con le porte).


 Non da meno, i commenti degli utenti al tweet del povero Aniceto:





Ma volete sapere la cosa che mi ha più indignato?
Le bestemmie?
Il fatto che Nainggolan abbia uno stile di vita più adatto ad un giocatore della bocciofila che ad un calciatore?
Il fatto che bestemmi come uno scaricatore di porto posseduto dal maligno?
No… il fatto che vada in giro conciato così senza essere cannoneggiato in esilio su Plutone:


È tutto per oggi, alla prossima!

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